In memoria del prof. Tullio Seppilli

Il suo discorso sull’essenza e i meccanismi dell’alterità, sulla coesistenza dell’io e dell’altro, il suo pensiero sulle identità aperte che attraversano più frontiere, i lucidi interrogativi che non nascondono le difficoltà e gli squilibri prodotti da un differenziato pluralismo di significati, la sua particolare attenzione per ogni problematica sociale, hanno profondamente segnato la storia del Cidis.

Amava il Brasile che lo aveva accolto quando sfuggiva dalle leggi razziali, per ciò a lui, che era anche maestro nell’arte dell’affabulazione, vogliamo ricordarlo con le parole di uno dei suoi massimi scrittori, João Guimarães Rosa: “Le persone non muoiono, restano incantate”.