#EndMGF

Il 6 febbraio si è celebrata la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. Si stima che siano più di 200 milioni le donne che portano sul proprio corpo i segni lasciati da queste pratiche, diffuse soprattutto in Africa e Medio Oriente, ma presenti anche in comunità in Asia e America Latina, nonché tra le comunità di migranti sparse in ogni luogo del mondo, Italia compresa. Anche Cidis, nella sua pratica di accoglienza, ha rilevato che un numero importante di donne richiedenti asilo e rifugiate sono vittime di MGF, e per questo ha strutturato metodi di intervento per garantire loro le cure e il supporto necessari, ha fatto sì che gli operatori dell’accoglienza siano professionalmente preparati all’individuazione e alla gestione delle problematiche che questo tipo di pratiche comportano ed è entrato a far parte di una rete di intervento con aziende ospedaliere e consultori familiari.

Cidis ha preso parte all’incontroUno sguardo antropologico sulle cosiddette mutilazioni genitali femminili” tenutosi alla Casa delle Donne di Terni. L’evento, coordinato dal presidente dell’associazione “Terni Donne” Paola Gigante, ha visto le antropologhe Maya Pellicciari e Sabrina Flamini presentare la loro esperienza di ricerca in Umbria, condotta per il Centro umbro di riferimento per lo studio e la prevenzione delle MGF, con cui il Cidis ha stipulato un protocollo di intervento per lo studio e la prevenzione delle MGF.  L’incontro è servito a fare chiarezza su una tematica complessa che non si può confinare nelle maglie della tradizione, della religione o dell’etnia, poiché caratterizzata da un’estrema varietà di pratiche e modi diversi di abitare il mondo, da diverse concezioni dei rapporti di genere, da diverse modalità di gestione (e controllo) della sessualità. L’incontro è terminato con la proiezione di stralci tratti dal web-documentario UNCUT, di Emanuela Zuccalà e Simona Ghizzoni, che ben illustra le differenze e la complessità del fenomeno in alcuni paesi africani.

Nello stesso giorno a Roma è stata presentata la piattaforma di e-learning Insieme per porre fine alle mutilazioni genitali femminili” (UEFGM) che si rivolge a professionisti e offre corsi personalizzati in base alle singole professioni (medico, operatore dell’accoglienza, giornalista ecc.), un altro strumento indispensabile per una più profonda comprensione del fenomeno e per elaborare efficaci strategie per combatterlo. Noi ne faremo buon uso! #EndMGF