Fare da Tutore Volontario ad un minore solo, una scelta civica

Si è concluso a Perugia il primo Corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri realizzato da CIDIS Onlus in collaborazione con la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.

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L’anno scorso sono arrivati in Italia 17.000 minori soli, ragazzi in media tra i 15 e i 17 anni sbarcati senza una famiglia o una rete di supporto. L’attuale sistema di accoglienza prevede che venga affidato loro un tutore volontario, una figura che si occupi della loro tutela, che protegga i loro diritti e promuova il loro interesse superiore, ma il sistema fatica ad entrare in azione.

Questo è uno dei motivi per cui Cidis Onlus e la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Maria Pia Serlupini hanno realizzato a Perugia il Corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri che arrivano in Italia soli. Il percorso fa parte del progetto Mai più soli che prevede una serie di interventi differenziati per sperimentare pratiche di accoglienza integrate, partendo proprio dal rafforzamento della figura del tutore.

Il primo corso si è concluso il 18 gennaio scorso, il Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia ha ospitato 53 aspiranti tutori per 30 ore di formazione tenute da esperti con diversi profili, che hanno approfondito tra l’altro il tema dei diritti, doveri e responsabilità civili del tutore, dell’approccio interculturale e dell’identificazione dei bisogni del minore, in modo da preparare i tutori volontari ad affrontare al meglio la propria funzione e costruire una solida relazione con il minore.

Essere tutore di un minore significa infatti essere una figura di riferimento, una persona che rappresenti legalmente i ragazzi e le ragazze arrivati senza genitori e che li aiuti a comprendere la società di accoglienza. Ma è soprattutto una figura attenta alla relazione umana con il minore, ai suoi bisogni e problemi.

I motivi per fare questa scelta sono molti e tutti differenti, anche se spesso quello che accomuna i futuri tutori è la voglia di compiere un gesto dal forte valore civico che dia un segnale positivo in un momento di forte ostilità nei confronti degli immigrati, come ci ha detto Marco Geremia, che ha concluso il corso di formazione a Perugia: 

C’è stato un richiamo dal punto di vista direi sociale, perché l’attacco che c’è stato e c’è tuttora nei confronti dei migranti è una cosa che mi ha colpito molto. Io sono un avvocato, lo faccio perché credo in questo lavoro e nella tutela dei diritti delle minoranze, che è un ambito che sto imparando a conoscere e al quale vorrei prestare le mie competenze, per quello che è nelle mie possibilità. Voglio conoscere meglio la legge 47 (LEGGE 7 aprile 2017, n. 47, Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, ndr) e questa della formazione era un’occasione che ritenevo indispensabile. Penso che questo corso sia molto utile e ho trovato molto interessanti gli interventi che sono stati fatti, soprattutto, per deformazione professionale, quelli in ambito giuridico.

Anche Alfonsa Valentini ha espresso una preoccupazione simile, ma la spinta per lei è arrivata dal volerne sapere di più su una tematica complessa che viene spesso strumentalizzata senza mai venire realmente approfondita:

Il motivo principale che mi ha spinto a partecipare a questo corso è la sensazione che “tiri una brutta aria”. Penso che ogni cittadino dovrebbe spendere un po’ del suo tempo per conoscere queste tematiche e per poterne poi parlare. Molto spesso invece avviene proprio il contrario.

Mi sento coinvolta in prima persona, perché mi sto accorgendo che il problema è pressante e che lo soluzioni possono essere molteplici, ma c’è anche un modus vivendi, un modo di vedere le cose, molto negativo. Per cui io parto dall’idea che questo corso possa essere uno strumento per approfondire e conoscere questa tematica. Ho deciso di mettermi in gioco, voglio vedere, seguire, essere competente sull’argomento. Anche se non tutti possiamo fare tutori, tutti avremmo il dovere di sapere di  più. Questo è il primo passo.

Il corso di Perugia è finito ma le opportunità offerte dal progetto continuano, altri due corsi di formazione per tutori sono in partenza. Il primo in Calabria, a Corigliano Calabro, una delle terre di sbarco dei ragazzi, partirà il 20 febbraio, per partecipare è possibile contattare le sedi calabresi di Cidis Onlus, a Castrovillari al numero 098128382 e a Corigliano Calabro al numero 0983891824, oppure scrivere all’indirizzo rdonadio@cidisonlus.org. Il corso durerà 30 ore, qui è possibile visionare il programma.

Il secondo invece partirà il primo marzo in Campania, a Caserta, e la domanda di selezione per i tutori campani va mandata direttamente all’ufficio del Garante Regionale entro il 26 febbraio, come previsto dal bando, all’indirizzo garanteinfanzia@consiglio.regione.campania.itallegando un documento di riconoscimento e curriculum vitae.

Per informazioni è comunque possibile contattare la responsabile campana del progetto all’indirizzo adeluca@cidisonlus.org o al numero 0815571218. Il programma è scaricabile qui.

E’ inoltre possibile consultare il sito ufficiale dell’iniziativala pagina dedicata al nostro progetto!

Per saperne di più sulla condizione dei minori stranieri che arrivano soli in Italia, continuate a seguirci.