I racconti dell’accoglienza: la Castrovillari di Houda

In Calabria Cidis Onlus gestisce Mar’haba, un progetto di accoglienza diffusa attivo nei comuni di Cassano All’Ionio, Castrovillari, Bocchigliero, Paludi e Corigliano Calabro, aderenti alla rete SPRAR (il Sistema italiano di Protezione di Richiedenti Asilo e Rifugiati). Qui Cidis promuove un modello di accoglienza che permette l’inserimento e l’integrazione nel tessuto sociale di circa 120 rifugiati e richiedenti asilo, ripartiti nei  diversi territori e ospitati in appartamenti o strutture in gruppi medio-piccoli.

Dal 2016 Mar’haba è attivo anche a Castrovillari, una cittadina di 22.000 abitanti dove l’associazione gestisce uno SPRAR per nuclei familiarin accolti in appartamenti che al momento ospitano tre famiglie. Ce ne parla Houda Bouiry, la coordinatrice del progetto.

Ciao Houda, partiamo dai beneficiari: chi sono le persone accolte nello Sprar di Castrovillari?

Lo Sprar di Castrovillari è un progetto di seconda accoglienza per nuclei familiari. Al momento abbiamo raggiunto il numero di posti finanziati dal ministero: accogliamo due famiglie nigeriane – un nucleo composto da sei persone, l’altro da tre – e una famiglia pakistana “allargata” composta da 11 membri, per un totale di 20 beneficiari. Le famiglie sono ospitate in quattro appartamenti situati nel centro urbano della città.

Cosa significa gestire una struttura di seconda accoglienza?

Lavorare per e con i beneficiari, spesso persone vulnerabili, tenendo sempre in considerazione il vissuto traumatico e il percorso compiuto per raggiungere una via di salvezza, è una soddisfazione enorme. Siamo orgogliosi, come staff di progetto, di poter offrire un aiuto a chi ne ha bisogno: è bello sentirsi utili per un fine così nobile ed importante. Ovviamente il lavoro non è facile: relazionarsi con persone così fragili è una conquista, instaurare un rapporto di fiducia reciproco non è immediato. Tuttavia, impegno e volontà ripagano sempre, e alla fine riusciamo a coinvolgere e fare un bel percorso basato sul lavoro di tutti, operatori e beneficiari.

Come procede il percorso di integrazione delle famiglie? Quali attività state portando avanti?

Essendo un progetto di seconda accoglienza, eroghiamo per lo più servizi di assistenza alla persona mirati a facilitare l’integrazione dei beneficiari e favorire la riconquista della loro autonomia. Diversi sono gli strumenti a disposizione dello Sprar per poter portare a termine il progetto di accoglienza dei rifugiati. Il percorso prevede innanzitutto l’attivazione del corso di apprendimento della lingua italiana, colonna portante della buona riuscita del progetto individuale di ognuno degli accolti, con una docente specializzata in L2. L’equipe multidisciplinare del progetto si impegna poi ad offrire ai beneficiari informazione e orientamento su tutti i servizi offerti sul territorio, corsi di educazione civica (conoscere l’Italia: cenni storici, geografia del territorio), corso sanitario per l’accesso ai servizi del SSN, corso legale (‘’Vivere in Italia: diritti e doveri’’), inserimento dei minori nelle scuole dell’obbligo, inserimento sociale.

A breve partirà il laboratorio ‘’Colture & Culture’’, che prevede in un primo momento la cura di alcuni spazi verdi del Comune di Castrovillari in collaborazione con i cittadini castrovillaresi. Si vuole favorire in questo modo l’integrazione e lo scambio culturale, sociale e morale nonché il rispetto per l’ambiente.

Tra i nuclei familiari ce n’è uno particolarmente numeroso, composto da 11 persone; come cambia l’approccio dell’equipe in questi casi?

Sì, abbiamo una numerosa famiglia di origine pakistana in accoglienza. Tuttavia, i genitori hanno vissuto in Libia per più di 30 anni, i figli sono nati lì e non hanno mai visto il Pakistan. Abitano in due appartamenti poco distanti l’uno dall’altro. Nello specifico, il nucleo familiare è composto dai genitori, 7 figli di cui 3 maggiorenni (un maschio e due femmine) e quattro minorenni; la figlia maggiore a sua volta ha due bambini: una femminuccia ed un maschietto. Nel complesso l’approccio è lo stesso: sin dal principio la famiglia si è rivelata molto unita con grande senso di responsabilità, spirito di collaborazione e voglia di fare, cose che rendono l’approccio e le relazioni più semplici e piacevoli.

Sono state riscontrate delle criticità nel rapporto con le istituzioni e i servizi pubblici territoriali?

Grazie alle ripetute azioni intraprese in passato da Cidis, non abbiamo riscontrato nessuna criticità a livello dei servizi pubblici offerti sul territorio. Possiamo affermare che il nostro lavoro ha portato negli anni dei risultati concreti e questo ci ha procurato la stima e la fiducia degli enti del comune.

Come ha reagito la comunità castrovillarese all’arrivo dei migranti?

Quando l’amministrazione Comunale ha deciso di aderire alla rete SPRAR i castrovillaresi erano inizialmente un po’ reticenti, chiedendo delucidazioni sul progetto e sull’ente gestore. Risentivano sicuramente di un clima di allarmismo infondato alimentato, purtroppo, da televisione e mass-media. Ad esempio, prima dell’arrivo di una famiglia nell’appartamento preso in locazione da noi, una persona in un condominio si è lamentato affermando che non era affatto possibile affittare un appartamento da destinare a rifugiati senza chiedere il permesso ai condomini!!! Pregiudizi e stereotipi sono però subito volati via non appena la cittadinanza ha toccato con mano il tema. All’arrivo degli ospiti, questa persona ha cambiato atteggiamento dopo il primo contatto, mettendosi anche a disposizione nel caso dovesse servire qualcosa ai suoi nuovi vicini, i quali non sono altro che i nuovi cittadini di Castrovillari! In breve, ha compreso che il diverso non rappresenta necessariamente una minaccia.

C’è qualche storia in particolare che vuoi condividere?

Tra i nostri beneficiari c’è S., un sedicenne nigeriano che, appena arrivato con la famiglia, ha subito manifestato la sua passione per il calcio chiedendo all’equipe la possibilità di un inserimento in una realtà calcistica locale. L’operatore di riferimento, tramite l’associazione sportiva “Polisportiva del Pollino” ha messo in contatto il ragazzo con l’A.S.D. Castrovillari Calcio, S. rientrava nella categoria Juniores e, una volta tesseratosi con la FIGC, ha potuto partecipare al Campionato interregionale di riferimento. S. è talmente bravo che viene spesso convocato nella prima squadra del Castrovillari, militante in serie D, arrivando a debuttare in campionato nella partita disputata contro il Sersale. Il ragazzo si è distinto soprattutto per le sue doti umane e cordiali, oltre che calcistiche, riuscendo a instaurare un cordiale clima d’amicizia con tutto l’ambiente di riferimento diventandone un beniamino. E’ stato infatti scelto dalla società calcistica come testimonial per il ritiro del premio allo Sport, consegnato al Castrovillari Calcio durante la serata di Gala organizzata dalla Polisportiva per promuovere tutte le diverse discipline sportive di cui la stessa è promotrice.  E’ stato un momento di forti emozioni, specialmente per il giovane che si è visto circondato da tanta stima e affetto.

Grazie Houda!