I racconti dell’accoglienza: le sartorie calabresi

In Calabria Cidis Onlus ad oggi è ente gestore di sette progetti SPRAR in sette comuni della provincia di Cosenza. Il progetto, dal nome Mar’haba, è nato nel piccolo comune di Cassano All’Ionio, dove è cominciata tutta l’esperienza di accoglienza di Cidis Onlus. Il racconto di oggi viene da lì. 

October 20, 2016 - 65

L’idea di attivare un laboratorio di sartoria sociale è nata con l’arrivo di L. nel programma di protezione di Cassano All’Ionio, a settembre del 2014.

Nonostante Cassano, come molti altri paesi di provincia, non offra molto per i suoi giovani, e questi negli anni siano emigrati in massa, non tutta la cittadinanza inizialmente vedeva di buon occhio i ragazzi e le famiglie arrivate dal mare. Col tempo però le cose sono cambiate: l’incontro reciproco tra una società d’accoglienza sempre più anziana e a rischio di spopolamento e gli uomini e le donne arrivati per richiedere protezione internazionale ha dato vita a nuove piccole attività, nuovi gesti quotidiani. Nuova vita.

L. ha dovuto abbandonare il Gambia quando era ancora minorenne, lì da giovane sarto gestiva una piccola bottega, ma grazie alle sue competenze e all’ausilio di una sarta professionista di Cassano All’Ionio, L. è riuscito a creare una prima linea di tessili per la cucina.

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L’attività di Sartoria Sociale, inizialmente denominata Qui…abito, è stata in grado di coinvolgere le anziane signore del quartiere, i giovani attratti dalle piccole realizzazioni e le persone accolte nel progetto di protezione attorno ad un progetto comune, creando legami amicali e reti di supporto. Il laboratorio inizialmente è stato sperimentato per pochi mesi, ma ha da subito dimostrato di essere una pratica incentivante la socialità, l’integrazione e una modalità di espressione delle potenzialità dei nuovi arrivati come non ce ne erano molte altre in paese, così gli operatori del Cidis, la diocesi e il comune hanno fatto di tutto per far andare avanti il progetto, che ora ha anche superato i confini di Cassano.

La buona pratica si è infatti allargata allo SPRAR di Bocchigliero, attivo dal 2016, dove è stata accolta una famiglia pachistana con una lunga tradizione di sartoria alle spalle, trasmessa di padre in figlio. La famiglia M. in Pakistan si occupava del confezionamento di abiti di ogni tipo, sia tradizionali che moderni, e appena sbarcati a Bocchigliero hanno subito cominciato a darsi da fare, occupandosi della creazione dei vestiti utilizzati dai bambini delle scuole primarie e dell’infanzia durante la recita di Natale.

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Ad oggi il padre della famiglia M. gestisce il laboratorio di Sartoria Sociale Abito con voi insieme ad una sarta professionista del luogo, dove si ritrovano le donne accolte nel progetto di accoglienza e alcune signore di Bocchigliero, mentre il laboratorio di Cassano è attivo per due giorni a settimana e i partecipanti stanno realizzando la nuova linea di abbigliamento “le creazioni di Mar’haba”.

I prodotti dei laboratori saranno espressione del metissage delle culture di appartenenza dei partecipanti, nell’ottica di creare una linea che sia uno specchio della realtà interculturale e meticcia che si va delineando nel paese. Le creazioni veranno messe in mostra a fine giugno, stay tuned!

PS. Ringraziamo ancora una volta la Diocesi di Cassano per aver messo a disposizione gli spazi per la sartoria.

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