Malta, fra esternalizzazione delle frontiere e politiche di protezione dei MSNA

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Il 26 e il 27 febbraio scorso il Consiglio dell’UE riuniva i Ministri dell’Interno e della Giustizia degli Stati membri a La Valletta per delineare il piano che sarà proposto ai capi di stato e di governo in tema di migranti il prossimo 3 febbraio. Le notizie al momento non sono confortanti: ancora una volta e sempre con maggiore forza, la strategia europea sull’immigrazione pare tutta orientata alla difesa della fortezza Europa con costruzione di barriere e all’esternalizzazione del controllo delle frontiere. È ormai certo che si stia per ratificare un programma per l’implementazione di un blocco navale esercitato dalla guardia costiera libica che dovrà dissuadere i migranti dall’intraprendere la rotta del Mediterraneo centrale. Chi fa il nostro lavoro sa cosa significa per un migrante la Libia: letteralmente, un incubo senza fine. In quell’incubo l’Europa vuole bloccare, fra gli altri, anche migliaia di minori non accompagnati. Nel 2016 sono stati 25mila i minori che soli hanno attraversato il mare per raggiungere l’Italia, il 14,2% di tutti gli arrivi via mare[1]. Anche per loro le porte d’accesso all’Europa si stanno chiudendo.

Negli stessi giorni, sulla stessa isola al centro del Mediterraneo, Cidis Onlus ha partecipato alla Conferenza Lost in Migration: Working together to protect children from disappearence, promossa da organizzazioni e fondazioni europee che operano per la tutela dei diritti umani (Missing Children Europe, The President’s Foundation for the Wellbeing of Society, EPIM, Never Alone) anche sulla scorta del crescente fenomeno complesso e preoccupante dei minori scomparsi dopo l’arrivo in Europa (10.000 solo nel 2015).

Per due giorni, decine di ONG europee, agenzie internazionali e fondazioni hanno unito le loro competenze ed esperienze per portare al centro del dibattito i diritti dei minori stranieri non accompagnati. Hanno preso parte ai lavori anche la Presidente della Repubblica di Malta, Marie Louise Coleiro Preca, presidente anche della Fondazione promotrice dell’Iniziativa, il Commissario europeo all’interno e all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, il direttore dell’Europol Rob Wainwright, parlamentari europei, tra cui l’italiana Caterina Chinnici, rappresentanti di OIM, UNHCR e Unicef. Posizione condivisa da tutti i partecipanti alla Conferenza e principio guida dei lavori: tutti i MSNA prima di essere migranti sono e devono essere trattati come minori.

Italia e Grecia si confermano come principali paesi di transito dei MSNA e inevitabilmente anche quelli in maggiore affanno nella gestione del fenomeno, tuttavia non mancano eccellenze e buone pratiche, tra le quali la nostra che abbiamo presentato con un certo orgoglio! I lavori si sono però concentrati sulle difficoltà e proposte di soluzioni, con un occhio ai paesi che da tempo si sono dotati di un sistema organico di accoglienza dei MSNA.

Il dibattito, i panels e i workshops hanno portato alla stesura di un documento che contiene 8 raccomandazioni che sintetizzano criticità e soluzioni e che sarà presentato al summit della Valletta. Migliorare le condizioni di accoglienza, veloce nomina di tutori legali, implementazione di reti di intervento fra diverse figure professionali coinvolte, maggiore formazione degli operatori, migliore informazione dei minori, revisione e più efficiente applicazione delle procedure di ricongiungimento e resettlement, standardizzazione delle procedure sono alcuni dei punti contenuti nelle raccomandazioni che Cidis Onlus sottoscriverà.

Nei prossimi tre anni, le attività di accoglienza e integrazione dei MSNA saranno al centro delle nostre attività, grazie all’impegno in programmi di prima e seconda accoglienza e alla realizzazione di sperimentazioni e messa a regime di buone pratiche, avremo quindi la possibilità di tradurre in azioni concrete le raccomandazioni adottate a Malta, vi terremo aggiornati!

[1] http://www.ismu.org/wp-content/uploads/2017/01/Comunicato-Ismu-Minori-non-accompagnati-13-gennaio-2017.pdf