Minori

I minori stranieri arrivati in Italia soli

Da alcuni anni a questa parte si sente parlare sempre più spesso di MSNA, sigla che sta per Minore Straniero Non Accompagnato. Con questo termine si intende il “minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili”.

In Italia a giugno 2017 erano più di 17.000 i minorenni accolti nelle strutture di accoglienza. Si tratta perlopiù di adolescenti tra i 15 e il 17 anni, arrivati in Italia da soli e provenienti principalmente da Gambia, Egitto, Albania, Eritrea, Somalia, Nigeria, Bangladesh e Mali. Anche se al momento si tratta per una grande maggioranza di ragazzi, il trend è quello di un progressivo abbassamento dell’età media e di un intensificarsi degli arrivi di ragazze e bambine.

I numeri sono assolutamente gestibili e non sono loro a dettare l’emergenza, l’emergenza sta piuttosto nelle condizioni di grande vulnerabilità in cui arrivano questi ragazzi: hanno vissuto situazioni traumatiche e sono segnati dall’abbandono di luoghi e volti familiari, da perdite, da legami recisi da violenze e abusi di ogni tipo.

Cosa fa CIDIS Onlus

Cidis è impegnato in servizi di accoglienza di minori con due comunità alloggio situate rispettivamente a Prata Sannita e a Caserta, nate nell’ambito del progetto C.A.SA. M.I.A.. Le due comunità, Casa Mia e Casa Ariel, sono dedicate alla primissima accoglienza e rientrano nelle strutture cd “ponte”, in quanto in teoria dovrebbero avere solo un ruolo di passaggio: i ragazzi dovrebbero permanere presso di esse per un massimo di 30 giorni in attesa di essere trasferiti in centri SPRAR per la seconda accoglienza. Nei due mesi di permanenza i ragazzi dovrebbero richiedere il permesso di soggiorno, fare i necessari accertamenti sanitari, avere un primo supporto psico-sociale e un’alfabetizzazione di base.

Nella realtà l’accoglienza dei ragazzi in questo tipo di strutture dura solitamente più del previsto, per cui già in questo primo momento vengono organizzate attività che normalmente competerebbero alla seconda fase dell’accoglienza. Gli operatori di Casa Mia e casa Ariel si occupano infatti di inserimento scolastico, realizzazione di attività sportive, organizzazione di laboratori creativo-didattici e attività di integrazione con le realtà del territorio (per saperne di più è possibile approfondire qui).

A partire dal 2017 inoltre, ed in linea con quanto previsto dalla legge 47/2017, Cidis promuove la pratica dell’inserimento dei minori in famiglia attraverso la sperimentazione e la messa a regime del sistema dei tutori volontari e dell’affido familiare.

Considerato che un altro punto debole del sistema di presa in carico dei minori arriva al compimento della loro maggiore età, momento in cui molti ragazzi vengono sganciati dal sistema senza paracadute, Cidis ha deciso di sperimentare un percorso di accompagnamento all’autonomia dedicato ai ragazzi nella fascia di età 17-19 anni, attraverso sia l’accoglienza in famiglia, che verrà realizzata in collaborazione con Refugees Welcome Italia, che un innovativo esperimento di co-housing in strutture turistico ricettive gestite dai ragazzi in semi autonomia.

Inoltre, Cidis riserva a questo target iniziative di formazione e orientamento lavorativo specifiche, per fornire loro un aiuto concreto nella costruzione del proprio percorso di autonomia.

Alcune di queste attività sono parte del progetto Mai più soli – pratiche di accoglienza a misura di ragazzo, che Cidis sta realizzando all’interno del programma Never Alone con l’obiettivo di rafforzare il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati attraverso la messa a sistema di pratiche di accoglienza “a misura di ragazzo” integrate e che accompagnino i beneficiari fino ad oltre il raggiungimento della maggiore età.

Cidis partecipa anche ad a iniziative di approfondimento, studio e sensibilizzazione sul fenomeno dei minori stranieri in Italia, propone seminari formativi e di aggiornamento, è attivo nella promozione delle buone pratiche ed è impegnato in attività di sensibilizzazione nei confronti dei Comuni con i quali collabora.

Cosa puoi fare TU

Questi ragazzi hanno diritto per legge ad una famiglia e/o ad un tutore che si occupi del loro benessere, che protegga i loro diritti e promuova il loro interesse superiore.

Oggi è possibile fare domanda per diventare tutore volontario o famiglia affidataria in tutte le regioni d’Italia. 

Il tutore volontario

Il tutore di un minore è anzitutto una figura di riferimento, una persona che rappresenta legalmente i ragazzi e le ragazze arrivati senza genitori e che li aiuta a comprendere la società di accoglienza.

Essere tutore non implica il supporto economico al minore o la convivenza, responsabilità che spettano invece alla famiglia affidataria o alla struttura di accoglienza. Quella del tutore è  soprattutto una figura attenta alla relazione umana con il minore, ai suoi bisogni e problemi.

Nelle Regioni dove opera Mai più soli è già possibile partecipare alla selezione per diventare tutori volontari indetta dai garanti dell’infanzia, qui gli avvisi di UmbriaLazioCalabriaCampania e Veneto. In queste regioni, Cidis e i suoi partners forniscono informazioni e assistenza nel presentare la la domanda e durante tutto il percorso di tutoraggio.

La famiglia affidataria

Al contrario del tutoraggio, l’affido è un’esperienza di accoglienza a 360° che comporta convivenza e mantenimento. Prevede che una famiglia si prenda cura del minore per un periodo di tempo determinato (può durare al massimo 24 mesi), garantendo il suo benessere e il suo sviluppo da un punto di vista fisico, psichico, morale e relazionale.

Si tratta di un intervento temporaneo di aiuto e sostegno al minore che è arrivato in Italia da solo, al quale viene prima di tutto riconosciuto il diritto ad avere una famiglia.

L’affido familiare è disposto dal servizio sociale del comune di residenza (e quando necessario dall’autorità giudiziaria), che ha il compito di valutare la famiglia o la singola persona per verificare con attenzione che abbia tutte le qualità necessarie per prendersi cura temporaneamente del bambino o ragazzo.

Mai più soli segue e supporta tutte le persone interessate a presentare domanda come tutore volontario o famiglia affidataria nei territori dove opera, per maggiori informazioni contattare la sede di Cidis a voi più vicina o scrivere un’email a agiallorenzi@cidisonlus.org.

Gli Articoli più recenti di questa Categoria…