Ottime notizie, migliori pratiche – la relocation di tre minori stranieri soli

Il 31 ottobre due minori stranieri arrivati in Italia soli e ospiti della comunità alloggio gestita da CIDIS a Prata Sannita hanno preso il volo per l’Olanda. La settimana precedente un altro ragazzo nostro ospite era partito per il Belgio: i tre minori sono entrati nel programma di relocation – o ricollocazione – che coinvolge i paesi dell’Unione Europea dal settembre 2015.

Il programma è una delle iniziative concepite nell’ambito dell’Agenda Europea sulla Migrazione, adottata dalla Commissione Europea nel 2015 in risposta alla pressione migratoria che subivano i principali paesi di sbarco in quell’anno. Preso atto delle conseguenze del sistema di Dublino, l’UE con questa misura ha stabilito che nel giro di due anni 160mila persone sbarcate in Italia e in Grecia sarebbero state ricollocate negli altri paesi membri, di fatto creando una sorta di deroga al sistema stesso.

Il programma prevede lo spostamento di persone in evidente necessità di protezione internazionale, ovvero appartenenti a nazionalità il cui tasso di riconoscimento di protezione sia pari o superiore al 75%, che dopo aver richiesto asilo nello stato di arrivo, possono essere trasferite nel Paese di ricollocazione per l’esame della domanda di protezione internazionale. È anche previsto che sia data precedenza ai soggetti più vulnerabili, ovvero minori, vittime di tratta, persone con disabilità.

Il progetto ha visto l’adesione di quasi tutti i paesi dell’UE (ad eccezione di Inghilterra e Danimarca), che avrebbero dovuto tempestivamente mettere a disposizione i 160mila posti, ma ha avuto molti ritardi e diverse difficoltà a decollare. A due anni dal suo inizio, solo 8.600 persone sono state ricollocate dall’Italia, e di queste solo 32 sono minori.

Per questo per noi è una grande vittoria aver realizzato tre ricollocazioni nel giro di pochissimo tempo, soprattutto perché si è trattato di ragazzi eritrei, statisticamente i più inclini alla fuga dai centri di accoglienza.

I tre ragazzi partiti da Casa Mia sono sbarcati a Pozzallo il 28 giugno, e sono arrivati nella comunità alloggio di Prata solo il 12 luglio scorso. In poco meno di quattro mesi dal loro arrivo sono partiti per i paesi di ricollocazione, provando che le buone pratiche messe in atto nei territori sono fondamentali non solo per una buona accoglienza ma anche per la buona riuscita dei programmi internazionali. La relocation a tempo di record è infatti stata possibile grazie al lavoro, alla volontà e alla stretta collaborazione di tutti gli attori coinvolti.

La comunità alloggio e i suoi operatori si sono messi all’opera sin dal primo ingresso dei minori in comunità, richiedendo immediatamente la nomina di un tutore volontario al Tribunale competente. Grazie alla disponibilità del tutore Pasquale Della Torre, amico e sostenitore del lavoro di Cidis con i ragazzi, la sua nomina e il suo giuramento presso il tribunale dei minori sono avvenuti in soli quattro giorni, cosa che ha permesso di contattare la Questura di Caserta immediatamente per segnalare la volontà dei ragazzi di richiedere la protezione internazionale e congiuntamente di accedere al progetto di relocation.

Un buona pratica fondamentale è stata quella di cominciare immediatamente il lavoro con i mediatori per l’orientamento legale dei ragazzi, necessario per frenare il loro desiderio di fuga — è molto comune infatti che non conoscendo le opportunità di ricollocazione legali messe a disposizione dall’UE, e a causa dei tempi lunghi e incerti della burocrazia, spesso i minori se ne creino da soli scappando dai centri e tentando la traversata delle frontiere.

“Questa è stata la preoccupazione più grande” ci ha detto Lidia Massi, la coordinatrice di Casa Mia “Ci è sembrata una vera corsa contro il tempo. I minori avevano un progetto migratorio ben chiaro e definito sin dalla loro partenza dall’Eritrea, cioè quello di raggiungere altri Paesi Europei per avvicinarsi a parenti o semplicemente alla ricerca di una vita migliore. È stato fondamentale creare immediatamente un rapporto di fiducia con i ragazzi affinché si mettessero nelle nostre mani per raggiungere l’Olanda o il Belgio in maniera legale e senza correre alcun rischio”.

Invece, nonostante la torrida estate casertana, il 14 agosto Lidia e gli altri operatori sono riusciti a formalizzare la richiesta di protezione e di relocation con la Questura di Caserta, il tutore, il mediatore e Amarilda Lici, l’avvocato dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione che ha supportato l’equipe di operatori in tutto il processo di preparazione della documentazione e nel corso di tutta la procedura. In seguito la strada è stata in discesa, sono stati contattati dall’Unità Dublino per integrare alcuni documenti, ma in breve tempo sia l’Unità Dublino che l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ci hanno dato la bella notizia dell’imminente partenza dei minori. A quel punto è stato necessario produrre ancora due documenti: il nulla osta del Giudice Tutelare competente e il lascia passare della Questura.

Quando i ragazzi hanno scoperto che sarebbero partiti non ci credevano, è stata una grandissima soddisfazione per tutti vederli così felici. I ragazzi in Olanda hanno raggiunto il fratello e il cugino, il ragazzo in Belgio non aveva nessun familiare ma ha avuto comunque una rete di supporto ad attenderlo.

Noi continueremo a seguire le loro avventure, augurando a questi nuovi cittadini europei il meglio per la loro crescita e per la loro formazione.

Veel succes & Bonne chance!