Shamima va in città – integrazione, pari opportunità e cittadinanza attiva per donne migranti

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Shamima va in città – integrazione, pari opportunità e cittadinanza attiva per le donne delle comunità del subcontinente indiano del V e del VII municipio di Roma è un progetto di Cidis Onlus sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese per promuovere l’empowerment delle donne bengalesi, indiane, pachistane e cingalesi immigrate nella periferia di Roma Est.

Per aggredire situazioni endemiche di disparità, per valorizzare il capitale sottoutilizzato delle donne di queste comunità in un’ottica di pari opportunità e per favorire l’inserimento lavorativo e socio-culturale di coloro più a rischio di marginalità sociale, Cidis realizzerà una serie di attività che daranno alle donne coinvolte risorse per appropriarsi della propria vita e migliorarla, migliorando anche quella della propria famiglia, della comunità e infine di tutto il tessuto sociale che le circonda.

Le donne verranno raggiunte direttamente nelle loro case e guidate in un percorso fuori dalle mura domestiche attraverso:

3 percorsi brevi di italiano L2 da realizzare in prossimità, ovvero direttamente nelle case delle studentesse e rivolti a piccoli gruppi di 6 donne. Si tratta di moduli brevi da 25 ore, servono innanzitutto a favorire un primo contatto con la lingua ed in secondo luogo a stimolare le corsiste ad uscire di casa e a proseguire il percorso intrapreso presso un corso strutturato. Le donne di queste comunità spesso vivono in appartamenti condivisi con altre famiglie e sono ben disposte ad ospitare altre donne, soprattutto per ricreare quella rete amicale che molte di loro hanno perso nel processo migratorio. L’ambiente familiare inoltre riduce quel filtro affettivo che impedisce di esprimersi in un’altra lingua favorendo il processo di apprendimento. Le corsiste saranno inizialmente intercettate con il supporto di mediatrici culturali;

1 corso di alfabetizzazione socio-linguistica di 80 ore diretto a 20 donne, elaborato secondo le linee guide del Miur e adattato ai fabbisogni di questa utenza. Lo staff Cidis ha infatti imparato che per stimolare l’apprendimento di medio/lungo termine è raccomandabile creare unità didattiche molto laboratoriali, ricche di giochi e situazioni di confronto, ma anche di “uscite” nei luoghi che si discutono in classe. Il corso si terrà presso spazi messi a disposizione da scuole pubbliche – anche per far avvicinare le donne a un luogo importante che spesso vivono nell’incomprensione. Le studentesse saranno dotate del manuale L2 creato da Cidis (visionabile in parte tra gli allegati) e – se vorranno – saranno portate all’esame A2 grazie alla possibilità di Cidis di organizzare corsi coordinati con i CPIA;

1 laboratorio tessile, che si terrà nel VII municipio negli spazi dell’Associazione di Donne Lucha Y Siesta, dando modo alle nuove arrivate non solo di sviluppare le proprie capacità sartoriali, ma anche di familiarizzare con un luogo aperto alle donne e ricco di servizi a loro dedicati.

All’interno del corso di italiano due moduli da 15 ore saranno dedicati rispettivamente alla health iteracy e all’orientamento al lavoro, fondamentale soprattutto per le più giovani e di recente arrivo in Italia. La necessità di parlare di salute riproduttiva è nata durante le esperienze passate con questa utenza: a causa dello shock migratorio accade spesso che le donne di queste comunità vivano un rapporto con il personale medico, con il proprio corpo e con i figli problematico – ma tutte loro esprimono il bisogno di conoscere le strutture e di avere risposte alle proprie domande. Proprio per questo i risultati dei 5 incontri in classe saranno capitalizzati in brochure informative in tre lingue (italiano-bengalese-inglese) che verranno distribuiti nelle ASL e nei consultori dei due municipi, con i numeri utili e i contatti per le nuove arrivate.

 

Per informazioni e per partecipare alle attività, contattare la responsabile di progetto Pamela Aquilani, ufficio Cidis Onlus Roma, Via Merulana 272, tel. 06483066.

 Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

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