Yalla: si conclude a Napoli il servizio regionale di mediazione culturale campano

Il 16 dicembre si è concluso con il convegno Interazioni: la mediazione al tempo delle migrazioni il servizio regionale di mediazione culturale  YALLA, promosso dalla Regione Campania e affidato all’ATI composta da CIDIS Onlus capofila e il consorzio Gesco (attraverso la cooperativa Dedalus).

YALLA nei suoi tre anni di azione sul territorio ha scelto di agire su diversi livelli, quelli dei singoli immigrati e delle loro comunità, così come quello degli operatori, dei servizi e delle Istituzioni, e più generalmente della società civile, intervenendo con servizi, attività ed azioni positive negli ambiti chiave per l’integrazione dei cittadini immigrati – quali accoglienza, lavoro, alloggio, salute, istruzione, partecipazione e cittadinanza attiva, ma anche cultura, ricerca e comunicazione/sensibilizzazione.

Yalla ha esercitato un’azione ad ampio raggio che ha reso possibile raggiungere alcuni obiettivi fondamentali, quali facilitare l’accesso dei migranti ai servizi offerti dal territoriosupportare il processo di empowerment degli immigrati e contribuire alla coesione sociale del territorio, superando discriminazioni e pregiudizi e prevenendo situazioni conflittuali con un costante dialogo interculturale.

Gli strumenti utilizzati per raggiungere tali obiettivi sono stati:

L’AGENZIA DI MEDIAZIONE CULTURALE A CHIAMATA, che avvalendosi di un team di 80 mediatori culturali in grado di comunicare in oltre 60 lingue e dialetti, ha garantito prestazioni gratuite di mediazione di altissimo profilo in favore di ospedali, strutture sanitarie, istituti scolastici, questure e prefetture, istituti penitenziari, centri per l’impiego, Comuni, Enti territoriali e del Terzo Settore di tutta la regione. In questi anni l’Agenzia ha erogato oltre 5000 ore di mediazione culturale a chiamata in 246 strutture, con il coinvolgendo di circa 3700 utenti stranieri configurandosi come un punto di riferimento importante per le richieste mediazione in Campania.

I 13 CENTRI TERRITORIALI DI MEDIAZIONE SPECIALIZZATI nei comuni con la più elevata presenza dei cittadini stranieri: i Centri si sono rivolti a persone con diverse aspettative e progetti migratori,  cittadini stranieri che stanno già compiendo una fase  più avanzata di integrazione sociale e culturale che coinvolge anche la promozione delle seconde generazioni. Hanno accolto, orientato e accompagnato tanto gli immigrati di più recente arrivo, che i richiedenti asilo e i rifugiati, sempre operando in un’ottica di responsabilizzazione del cittadino straniero, orientando, informando e supportando un processo di empowerment, e raggiungendo più di 10.000 cittadini stranieri.

LE AZIONI POSITIVE PER TUTTA LA CITTADINANZA, che si sono sviluppate su 3 filoni: percorsi di cittadinanza attiva per immigrati adulti, laboratori di cittadinanza nelle scuole e con i giovani e incontri territoriali. Queste attività hanno coinvolto in maniera ampia la cittadinanza raggiungendo nel complesso oltre 4.000 persone con 130 incontri.

Un altro filone strategico delle attività del Servizio Regionale è stata la MEDIAZIONE DI SISTEMA,  ovvero l’attivazione di consulenze e percorsi  di  formazione/aggiornamento che ha coinvolto gli operatori dei Servizi Pubblici e privati del territorio, agevolando il processo di acquisizione di competenze puntando sulla loro crescita individuale e collettiva e sulla conseguente ridefinizione e trasformazione graduale delle professionalità coinvolte  e dei servizi erogati. A questo proposito sono stati aggiornati, attraverso l’organizzazione di quasi 100 percorsi formativi in ambiti specifici, più di 2600 professionisti su tutto il territorio regionale, di cui circa 1000 docenti e operatori del settore scolastico, oltre 400 tra medici e personale sanitario, quasi 300 operatori di uffici pubblici impegnati in attività di front-office, più di 200 assistenti sociali, oltre 100 operatori dell’ambito penitenziario e 110 funzionari dei Centri per l’Impiego.

Un ruolo importante è stato svolto anche con l’attività di COMUNICAZIONE, non solo rispetto alla promozione e diffusione dei Servizi che pure è stata importante e corposa data la vastità del territorio e la mole di attività, ma relativamente alla sensibilizzazione di tutta la cittadinanza, avvenuta attraverso mostre, seminari, feste e momenti di condivisione.

Sulla base di questa importante esperienza, si è sviluppato il convegno Interazioni, che prende il nome dalla convinzione che ha mosso tutta l’azione del servizio, ovvero che l’uomo non è una struttura isolata, ma definisce i suoi significati in un processo di costruzione sociale. Con Interazioni si è voluto mettere in rilievo la partecipazione alla quale siamo chiamati tutti nell’affrontare la questione immigrazione, senza però nascondere che comunque, l’asimmetria è inevitabile, come lo è anche il conflitto, perché chi arriva lo fa in un paese che, da una parte, ha già costruito le sue regole, il suo stile di vita e la sua memoria,  attraverso una lunga storia e,  dall’altra, ha al suo interno differenze e contraddizioni che tuttavia convivono.

In questo senso l’accezione di mediazione linguistico culturale più congrua a dare risposta ai bisogni delle vecchie e nuove presenze di stranieri fa riferimento ad una strategia che riconosca la diversità culturale ed identitaria e la concili con la lotta all’esclusione e alla disuguaglianza sociale. Così concepita la mediazione, pur essendo il filo conduttore e strumento operativo che ha reso possibile ogni azione di Yalla, non si è limitata al suo ruolo di chiarire i termini di una comunicazione disturbata da incomprensioni linguistiche e culturale, ma è stata enfatizzata la sua funzione nella creazione e costruzione di legami sociali (tra residenti) autoctoni e nuovi arrivati. 

Yalla ha rappresentato allora un significativo passo avanti, in quanto ha consentito di mettere appunto un servizio integrato di supporto all’inclusione dei cittadini stranieri e nel contempo ha mirato a valorizzare le potenzialità positive della popolazione locale, cercando una vasta sinergia per ottimizzare le risorse già esistenti ed evitare sprechi e sovrapposizioni.

La mediazione consente l’ascolto, la conoscenza, l’orientamento e l’empowerment di tutti i soggetti coinvolti, rendendo possibile non solo conoscere ed intercettare i bisogni espressi dagli immigrati, ma al tempo stesso orientare e supportare gli operatori dei servizi pubblici chiamati a rispondere a tali bisogni, nonché tenere nel dovuto conto le necessità della società civile nel suo insieme, cosi che tutte le parti in causa siano messe in grado di gestire consapevolmente i rapporti reciproci ed affermare la loro partecipazione al processo di costruzione della coesione sociale.

Yalla si conclude ma il suo modello può contribuire a costruire un sistema omogeneo ad alta riproducibilità nell’ambito del sociale, in modo che le differenze siano tradotte in risorse orientate verso il perseguimento di interessi comuni, incoraggiando l’elaborazione di una cultura della partecipazione e della solidarietà.

Per maggiori informazioni su Yalla, qui è visibile il sito che è stato attivo per tutta la durata del servizio, e qui la pagina facebook.