IMPACT CAMPANIA

TESTA

 

IMPACT CAMPANIA ha lo scopo di favorire l’integrazione dei cittadini stranieri sul territorio regionale.

Il progetto è finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione ed è realizzato dalla Regione Campania, capofila, e da un ampio partenariato di enti istituzionali e del terzo settore (Anci Campania, Cantiere Giovani Cooperativa Sociale, CIDIS Onlus, Consorzio La Rada, Cooperativa Sociale Credito Senza Confini, Dedalus Cooperativa Sociale, Less Impresa Sociale, LTM – Gruppo Laici Terzo Mondo, Per Aspera ad Astra Cooperatia Sociale Onlus, Tertium Millennium Società Cooperativa Sociale, Traparentesi Onlus).

 

Il progetto comprende una serie di attività tra loro complementari suddivise in quattro azioni.

L’azione 1, dedicata alla qualificazione del sistema scolastico in contesti multiculturali, vuole sostenere una idea di scuola che sia anche luogo di integrazione tra giovani italiani e stranieri. Si punta a tal fine sul successo accademico dei migranti di prima e seconda generazione anche attraverso pratiche di educazione non formale e al supporto delle famiglie di appartenenza nella loro funzione formativa. Si terranno corsi di italiano, laboratori ludici, artistici e incontri di studio oltre a percorsi di alfabetizzazione digitale e momenti formativi e culturali.

L’azione 2, per la promozione dell’accesso ai servizi per l’integrazione, prevede di qualificare quanto in quest’ambito è già attualmente offerto, migliorando le competenze interculturali degli operatori e incentivando l’innovazione dei processi organizzativi. Sono in programma percorsi di aggiornamento, nuovi centri di informazione, una agenzia di mediazione linguistico-culturale, tavoli tecnici e workshop multidisciplinari.

L’azione 3, incentrata sui servizi di informazione qualificata, vuole contribuire ad affermare l’immagine di una regione multietnica e inclusiva. Si sviluppano a tal fine spazi per l’informazione sulle politiche di integrazione implementate in Campania: il portale stranieriincampania.it, i social network collegati e Radio Ram – radio antenna migrante. Tramite questi strumenti si vuole incrementare, da un lato, il protagonismo civico di cittadini stranieri e seconde generazioni e, dall’altro, consapevolezza generale su politiche, buone pratiche e valore dell’integrazione. Sono in programma inoltre corsi di giornalismo partecipato e di inchiesta e la campagna di informazione itinerante “Campania in tour” che farà tappa in ognuna delle province campane.

L’azione 4 vuole promuovere la maggiore partecipazione delle comunità immigrate ad attività di animazione sociale e narrazione dei cambiamenti sociali sul territorio. Fondamentale sarà  la valorizzazione e il coinvolgimento dell’associazionismo migrante con incontri e l’istituzione di think-tank.

A queste azioni, dirette a migranti di prima e seconda generazione e agli operatori pubblici che con loro si interfacciano, si aggiungono numerose azioni dedicate a studenti, scuole e famiglie per diffondere le buone pratiche e incentivare l’integrazione su tutto il territorio della Regione Campania.

Per informazioni visitare www.stranieriincampania.it

Laboratorio di sartoria a Cassano all’Ionio

Nell’ambito del progetto la Bottega di Lamin Cidis organizza il laboratorio di sartoria a Cassano all’Ionio.

Il lunedì, mercoledì e venerdì fino a fine maggio, Lamin e Teresa sono pronti ad accogliere gli interessati o semplicemente i curiosi in via Ginnasio, 85 c/o il seminario diocesano di Cassano All’Ionio (CS).

Destinatari

Richiedenti asilo e rifugiati accolti nel progetto SPRAR Mar’haba di Cassano All’Ionio, alunni degli istituti scolastici e a chiunque sia interessato a migliorare le proprie competenze in ambito sartoriale.

Il laboratorio

I partecipanti contribuiranno a ideare una nuova linea di oggettistica e abbigliamento da presentare in occasione dell’evento finale che prevede l’esposizione delle creazioni e… una sfilata di moda! Tutte le creazioni saranno raccolte in un catalogo per valorizzare i prodotti della Bottega di Lamin.

Obiettivo

Il laboratorio mira a valorizzare l’apporto che i migranti offrono alla comunità di accoglienza favorendone l’incontro con la popolazione autoctona grazie all’apertura di un luogo di scambio e di condivisione, uno spazio di inclusione sociale, integrazione e innovazione.
locandina bottega di lamin

 

Famiglie accoglienti Bologna “dovrete espellere anche noi”

DSC_1144

Il decreto Sicurezza è legge. Il provvedimento ha ricevuto molteplici critiche dal mondo dell’associazionismo e non solo. La preoccupazione degli organismi della società civile che lavorano in questo settore si somma a quella delle famiglie che credono nell’accoglienza e che hanno accolto ragazzi immigrati. L’associazione famiglie accoglienti ha deciso di prendere posizione di fronte ad un decreto che si definisce ‘ignobile’ e che prevede l’espulsione di moltissimi ragazzi che hanno trovato un lavoro e studiato e in Italia anche grazie al prezioso sostegno di chi li accolti, fatti sentire a casa, in famiglia, seppur lontani mille miglia dai loro paesi.

Riceviamo e pubblichiamo, il comunicato stampa sul decreto sicurezza delle famiglie accoglienti di Bologna.

A.A.A. COMUNICATO STAMPA SUL DECRETO SICUREZZA DELLE FAMIGLIE ACCOGLIENTI dei RAGAZZI RIFUGIATI

“Dovrete espellere anche noi”

Come famiglie che hanno un ragazzo africano o asiatico con loro, siamo indignate e offese dal fatto che il governo abbia posto la fiducia sul Decreto n. 113/2018, bugiardamente definito “Decreto sicurezza” quando in realtà aumenterà il numero di migranti in situazione irregolare e creerà maggiore insicurezza nelle nostre città. Si tratta di un decreto che non avrebbe mai dovuto nascere, poiché non esisteva alcun motivo di “urgenza” per regolare una materia complessa e variegata com’è l’immigrazione: si tratta di un vizio di legittimità costituzionale che non viene sanato dalla conversione in legge attraverso i voti della Camera e del Senato. Inoltre, il decreto è palesemente incostituzionale perché disomogeneo al suo interno, senza parlare della violazione degli obblighi internazionali dell’Italia e dell’articolo 10 della Costituzione dovuta all’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Queste ragioni sono state ignorate dai 336 deputati che hanno votato “sì” alla fiducia ieri, un voto che non aveva altra ragione se non quella di impedire un dibattito parlamentare dal quale sarebbero emerse le crepe all’interno della maggioranza, all’interno della quale è stato effettuato uno scambio tra temi che interessavano il Movimento 5 stelle (la riforma della prescrizione) e materie che interessavano alla Lega (il decreto 113/2018). Uno scandaloso mercimonio su misure che ledono i fondamentali diritti delle persone. Come famiglie accoglienti vi vogliamo dire solo questo: la nostra battaglia non finisce qui. Non metterete in pericolo la vita e la felicità di ragazzi che parlano italiano, lavorano, studiano, vogliono vivere e amare nel nostro paese. Questo decreto è ignobile e noi lo combatteremo in tutte le sedi, dalla Corte Costituzionale fino alla Corte Europea di Strasburgo. Se vorrete cacciare questi preziosi giovani dovrete farlo espellendo anche noi.

Famiglie Accoglienti di Bologna

famiglie.accoglienti.bologna@gmail.com

con Diego Rufillo Passini Stefania Andreotti Giovanni Sean Panettiere Sara Forni Marina Amaduzzi Alessandro Alvisi Ilaria Venturi Francesca Paron Dina Galli Pietro Andriotto Giacomo Rondelli Angelo Dattilo Benito Fusco Anna Salfi Paolo Brighenti Gianni Brandani Fabio Brandani Benedetto Brandani Giacomo Brandani Giovanni Genova

Le conseguenze del decreto per i minori stranieri

Il provvedimento mette a rischio in particolare due categorie: i minori stranieri non accompagnati e i neomaggiorenni arrivati in Italia. Abolendo la protezione umanitaria, infatti, strumento fondamentale di tutela di questi ragazzi, i minorenni si troveranno in un limbo giuridico che aumenterà la loro precarietà mentre i neo maggiorenni a un giorno dai loro 18 anni si ritroveranno privati di ogni possibilità di costruirsi un futuro.

Allo stesso modo, moltissimi minori e neomaggiorenni che avevano già avuto un permesso di soggiorno umanitario non avranno possibilità di rinnovarlo: se non avranno raggiunto i requisiti per la conversione del permesso di soggiorno umanitario in un permesso di lavoro, cosa estremamente complicata in un periodo storico in cui nessun giovane ha accesso a lavori stabili, e se avranno superato i 18 anni anche solo di un giorno, cadranno di fatto nella condizione di irregolarità. Non c’è bisogno di sottolineare come quest’ultima li esponga a enormi rischi, primo fra tutti, il coinvolgimento nella microcriminalità.

Per molti ragazzi che a 18 anni non hanno ancora un lavoro stabile questo provvedimento arriva al momento sbagliato. La presenza in Italia di numerose famiglie pronte ad accogliere in maniera spontanea è un segnale importante che dà forza anche a chi lavora in questo settore. Le conseguenze di questo decreto, per ora descritte come astratte, sono in verità reali, nella vita di tutti i giorni di questi ragazzi che amano l’Italia e vedono nel nostro paese la possibilità di un futuro.

Le famiglie italiane che accolgono sono sempre di più

Coloro che hanno deciso di accogliere un rifugiato nella propria casa, secondo un articolo di Vita, sono sempre più numerosi. È un’altra Italia quella raccontata dai dati di Refugees Welcome, l’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia dei rifugiati con la quale Cidis Onlus collabora nel progetto Mai PIù Soli – pratiche di accoglienza a misura di ragazzo.

L’accoglienza in famiglia dei rifugiati negli ultimi tempi ha registrato un aumento di oltre l’80% nelle iscrizioni alla piattaforma. «È come se avessimo assistito ad un’esplosione della società civile. Tra le motivazioni per cui decidono di fare questo passo, molti riportano il bisogno di attivarsi in un momento di fortissima chiusura da parte del governo», spiega Fabiana Musicco, Presidente di Refugees Welcome Italia, che oltre all’aumento delle iscrizioni ha ricevuto anche un forte incremento nella richiesta di volontariato.

Novanta le famiglie che hanno partecipato al progetto negli ultimi due anni e mezzo. Un target misto, dalle giovani coppie, agli anziani, alle famiglie con figli. «Solitamente le convivenze durano tra i sei mesi e un anno. Qualcuna si trasforma e la persona rimane all’interno della famiglia. Certo è che in molti casi l’opportunità di essere accolti in casa rappresenta un vero e proprio momento sliding door per le persone che, in questo modo, entrano in un ricco circuito relazionale».

La campagna #Apriteleporte

Proprio a questa Italia si rivolge la campagna di sensibilizzazione #Apriteleporte di Cidis, che vuole aprire gli occhi su uno dei momenti più critici per i ragazzi e le ragazze presenti nelle comunità per minori: il compimento della maggiore età, quando devono uscire dai centri dove sono accolti. Lo fanno o per essere trasferiti in centri per adulti spesso poco idonei alle esigenze di un adolescente e geograficamente lontani dal posto in cui hanno vissuto sino a quel momento, o perché escono dal sistema di accoglienza, con il rischio di essere nuovamente sradicati e perdere gli affetti e le abitudini faticosamente costruiti: gli amici, la scuola, gli operatori.

Le storie della famiglie che hanno accolto e dei ragazzi che sono stati accolti fotografano un’Italia che ancora resiste e ha voglia di dimostrarlo. Le famiglie accoglienti sono tante e determinate a farsi sentire nei confronti di un provvedimento che pare non tenere conto degli sforzi e dell’impegno di questi ragazzi.

#Apriteleporte: partono i corsi di aggiornamento sull’affido!

locandina-perugia

Parte a Perugia, venerdì 23 novembre, presso la sede di Cidis Onlus, la prima edizione del corso di aggiornamento in materia di affido familiare per minori stranieri arrivati soli organizzato all’interno del progetto Mai più soli! Pratiche di accoglienza a misura di ragazzo.

Il progetto, realizzato da Cidis Onlus in partenariato con Refugees Welcome Italia OnlusASGICooperativa Nuovo VillaggioComune di CoriglianoComune di Mugnano, ha come obiettivo il rafforzamento dell’attuale sistema di accoglienza dei minori stranieri arrivati soli in Italia, attraverso la messa a sistema di pratiche integrate che accompagnino i beneficiari fino ad oltre il raggiungimento della maggiore età.

Il percorso di formazione si propone di garantire a tutti gli attori chiave del sistema di accoglienza dei MSNA, strumenti, linguaggi, pratiche e modalità di intervento comuni ed efficaci, per la messa a sistema di un’accoglienza che risponda ai bisogni dei minori arrivati soli.

Saranno approfondite anche le modalità attraverso le quali i comuni possono attingere al fondo nazionale per i MSNA destinato a tutti gli enti locali che assicurano accoglienza e che sono rientrati nel sistema nazionale di prima e seconda accoglienza. Il corso ha una durata di 20 ore e riconosce crediti formativi.

Per partecipare all’edizione perugina è necessario inviare la scheda di iscrizione compilata a lconcetti@cidisonlus.org.

A seguire, la stessa edizione del corso si terrà a partire dal 27 novembre a Corigliano Calabro e dal 5 dicembre a Caserta (qui la scheda di iscrizione da compilare ed inviare a caserta@cidisonlus.org).

Per maggiori info si prega di contattare accoglienzaminori@cidisonlus.org.

Il 10 novembre “Uniti e solidali contro il Governo, il razzismo e il Decreto Salvini”

header_i10n

Sabato 10 novembre è in programma la manifestazione nazionale “Uniti e solidali contro il Governo, il razzismo e il Decreto Salvini“. Questa giornata sarà un’occasione per reagire all’escalation razzista che sta investendo l’Italia e per dimostrare che esiste un’Italia diversa, che ha a cuore i diritti e le libertà di tutti.

Si manifesterà in maniera pacifica ed accogliente per:

  • Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.
  • Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.
  • Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.
  • Contro l’esclusione sociale.
  • No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.
  • Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

Vuoi partecipare? Ecco come:

Paga un posto in pullman ad un manifestante:

Con il tuo contributo permetti a chi è sfruttato, precario, sottopagato, disoccupato di partecipare alla manifestazione nazionale del 10 novembre.

20 € per un posto in pullman: dal sud al nord Italia, molti territori vogliono organizzare i pullman per portare la voce meticcia, solidale e antirazzista a Roma mentre in Parlamento si attua la conversione in legge del famigerato Decreto Salvini. Non tutti hanno i mezzi economici per farlo. Sostieni il loro viaggio, dai la possibilità di partecipare alla manifestazione nazionale. Dona qui.

facebook-bus- invisibili - Copia

 Parti!

La mappa della Manifestazione

Condividi la tua presenza sulla pagina FB della manifestazione utilizzando gli hashtags #indivisibili #10novembre #NoDLSavini

Per informazioni e adesioni: 10novembre18@gmail.com

 

Concorso letterario “Mi affaccio al balcone e vedo”, i vincitori

 

Mi affaccio al balcone

E vedo il cielo come mare cristallino

Vedo la gente che va e che viene

Senza destino

Jaregui Garcia, primo nella categoria Poesia

 

La Commissione giudicante composta da Prof. Valerio Petrarca, Prof.ssa Laila Wadia, Dott.ssa Stella Maris Fiorentino, Prof. Carlo Ziviello e dall’Autore Marco Marsullo ha stilato la classifica dei vincitori del concorso letterario “MI AFFACCIO AL BALCONE E VEDO…”:

 

Sezione A Poesia inedita in lingua italiana

1) Jaregui Garcia

2) Sylla Mohamed

3) Idrissi Fatiha

 

Sezione B Racconto breve in lingua italiana

(I racconti sono scaricabili cliccando sul nome dell’autore)

1) Lyubov Kashpurenko

2) AkhakienlenFrancis

3) AbdelkaderAhmed Salah Mohamed

 

^16F94BDABDCAA793CA2A3FFDE00AF09B17F60AFCAF3A2B8F7E^pimgpsh_fullsize_distr