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CIDIS, nell’ambito del progetto europeo EPIC – European Practices for Integration and Care , teso a rafforzare i sistemi di protezione rivolti ai Minori Stranieri Non Accompagnati, organizza una Tavola Rotonda per la presentazione del sistema di accoglienza regionale e le Pratiche Innovative sperimentate a livello locale.

L’incontro, che si tiene su piattaforma Zoom Mercoledì 25 novembre 2020 – ore 10.00, rappresenta una delle tappe dell’itinerario che vede noi partner “visitare” e conoscere Buone Pratiche per la promozione e l’implementazione di forme di accoglienza alternative in favore di Giovani Migranti Soli, attivate nei diversi contesti europei.

Un appuntamento introdotto dall’Assessore Reginale a Sicurezza, Legalità, Immigrazione Mario Morcone e a seguire da Erminia Rizzi (ASGI) con un contributo sul contesto normativo italiano rispetto ai minori e ai neomaggiorenni. Maria Teresa Terreri introduce l’approccio Cidis ai sistemi integrati di servizi “a misura di ragazzo” e segue la presentazione di pratiche dedicate ai neo-maggiorenni sperimentate in Campania (e non solo) di Accoglienza in famiglia, alloggio leggero in struttura turistico ricettiva e di centro di aggregazione giovanile. Presentazioni in italiano con traduzione simultanea in inglese.

Prevista la partecipazione dei rappresentanti dei partner di progetto tra cui i Comuni di Palermo e Macerata, importanti organismi di livello nazionale (Albero della Vita, Farsi Prossimo, Caritas Ambrosiana), e enti europei quali Accem (Spagna), Pro Pomoc (Repubblica Ceca) e Reach for Change (Svezia).

PROGRAMMA DETTAGLIATO

“GOOD PRACTICES FOR THE INTEGRATION OF UNACCOMPANIED MIGRANT CHILDREN IN CAMPANIA REGION: THE TRANSITION TO MAJORITY AGE”

November 25th, 2020 – 10.00 am -12.30 am
10.00 Prospects for the reception of Young Migrants Alone in the Campania Region by Mario Morcone Immigration Regional Councilor

10.20 The transition to majority age: legal aspects by Erminia Rizzi (ASGI)

10.40Cidis experience in the network of integrated services for unaccompanied migrant children and new adults by Maria Teresa Terreri (CIDIS)
Facilitator: Maria Teresa Terreri – CIDIS President

11.00 Video Good Practices in Young Migrants reception

11.10 Family hosting by Alessandra De Luca (Cidis) & Musa Mbalo (young migrant witness)

11.40 Casa Cidis: Turist hostel and light accomodationby Nunzia Mammella & Zoryana Panakhyd (Cidis)

12.10 Popeye youth centreby Hasnae Guettaye (CSC) & Irma Halili (Cidis)

Partecipants: Epic partners FONDAZIONE ALBERO DELLA VITA ONLUS, COMUNE DI PALERMO, COMUNE DI MACERATA, ACCEM, PRO POMOC, REACH FOR CHANGE, CARITAS AMBROSIANA, FARSI PROSSIMO.


Sito di progetto: http://epic-project.alberodellavita.org/

Una famiglia per Moussa

https://www.youtube.com/watch?v=jozr76q5DIA Mai più soli Intervista a Moussa e famiglia – YouTube 

Si chiama Moussa, viene dal Mali e, a causa del decreto sicurezza, rischiava di non avere più una casa. Ha frequentato la scuola media in Italia e ormai parla un italiano eccellente, ha 19 anni e l’hobby del calcio.

Al compimento del 18simo anno di età è stato costretto ad abbandonare il Centro di accoglienza straordinaria ed il ragazzo è stato accolto da Rita e Massimo e dal figlio Federico studente di scienze politiche all’Università di Perugia.

Moussa: “Sono stato salvato per la seconda volta. La prima è quando sono arrivato sano e salvo a Lampedusa. La seconda è ora: grazie all’aiuto di tante persone, sono riuscito a trovare una nuova famiglia, ad avere una nuova quotidianità”.

Massimo e Rita sono venuti a conoscenza del progetto Mai più soli e hanno partecipato al nostro corso di formazione per tutori volontari.

L’aver trovato una famiglia disposta ad ospitare Moussa permetterà al ragazzo di proseguire il suo percorso verso la piena autonomia.

Per la serie… Le belle storie che abbiamo da raccontare

Per informazioni sul progetto MAI PIU’ SOLI attivo in Veneto, Umbria, Lazio, Campania e Calabria accoglienzaminori@cidisonlus.org

Famiglie accoglienti Bologna “dovrete espellere anche noi”

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Il decreto Sicurezza è legge. Il provvedimento ha ricevuto molteplici critiche dal mondo dell’associazionismo e non solo. La preoccupazione degli organismi della società civile che lavorano in questo settore si somma a quella delle famiglie che credono nell’accoglienza e che hanno accolto ragazzi immigrati. L’associazione famiglie accoglienti ha deciso di prendere posizione di fronte ad un decreto che si definisce ‘ignobile’ e che prevede l’espulsione di moltissimi ragazzi che hanno trovato un lavoro e studiato e in Italia anche grazie al prezioso sostegno di chi li accolti, fatti sentire a casa, in famiglia, seppur lontani mille miglia dai loro paesi.

Riceviamo e pubblichiamo, il comunicato stampa sul decreto sicurezza delle famiglie accoglienti di Bologna.

A.A.A. COMUNICATO STAMPA SUL DECRETO SICUREZZA DELLE FAMIGLIE ACCOGLIENTI dei RAGAZZI RIFUGIATI

“Dovrete espellere anche noi”

Come famiglie che hanno un ragazzo africano o asiatico con loro, siamo indignate e offese dal fatto che il governo abbia posto la fiducia sul Decreto n. 113/2018, bugiardamente definito “Decreto sicurezza” quando in realtà aumenterà il numero di migranti in situazione irregolare e creerà maggiore insicurezza nelle nostre città. Si tratta di un decreto che non avrebbe mai dovuto nascere, poiché non esisteva alcun motivo di “urgenza” per regolare una materia complessa e variegata com’è l’immigrazione: si tratta di un vizio di legittimità costituzionale che non viene sanato dalla conversione in legge attraverso i voti della Camera e del Senato. Inoltre, il decreto è palesemente incostituzionale perché disomogeneo al suo interno, senza parlare della violazione degli obblighi internazionali dell’Italia e dell’articolo 10 della Costituzione dovuta all’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Queste ragioni sono state ignorate dai 336 deputati che hanno votato “sì” alla fiducia ieri, un voto che non aveva altra ragione se non quella di impedire un dibattito parlamentare dal quale sarebbero emerse le crepe all’interno della maggioranza, all’interno della quale è stato effettuato uno scambio tra temi che interessavano il Movimento 5 stelle (la riforma della prescrizione) e materie che interessavano alla Lega (il decreto 113/2018). Uno scandaloso mercimonio su misure che ledono i fondamentali diritti delle persone. Come famiglie accoglienti vi vogliamo dire solo questo: la nostra battaglia non finisce qui. Non metterete in pericolo la vita e la felicità di ragazzi che parlano italiano, lavorano, studiano, vogliono vivere e amare nel nostro paese. Questo decreto è ignobile e noi lo combatteremo in tutte le sedi, dalla Corte Costituzionale fino alla Corte Europea di Strasburgo. Se vorrete cacciare questi preziosi giovani dovrete farlo espellendo anche noi.

Famiglie Accoglienti di Bologna

famiglie.accoglienti.bologna@gmail.com

con Diego Rufillo Passini Stefania Andreotti Giovanni Sean Panettiere Sara Forni Marina Amaduzzi Alessandro Alvisi Ilaria Venturi Francesca Paron Dina Galli Pietro Andriotto Giacomo Rondelli Angelo Dattilo Benito Fusco Anna Salfi Paolo Brighenti Gianni Brandani Fabio Brandani Benedetto Brandani Giacomo Brandani Giovanni Genova

Le conseguenze del decreto per i minori stranieri

Il provvedimento mette a rischio in particolare due categorie: i minori stranieri non accompagnati e i neomaggiorenni arrivati in Italia. Abolendo la protezione umanitaria, infatti, strumento fondamentale di tutela di questi ragazzi, i minorenni si troveranno in un limbo giuridico che aumenterà la loro precarietà mentre i neo maggiorenni a un giorno dai loro 18 anni si ritroveranno privati di ogni possibilità di costruirsi un futuro.

Allo stesso modo, moltissimi minori e neomaggiorenni che avevano già avuto un permesso di soggiorno umanitario non avranno possibilità di rinnovarlo: se non avranno raggiunto i requisiti per la conversione del permesso di soggiorno umanitario in un permesso di lavoro, cosa estremamente complicata in un periodo storico in cui nessun giovane ha accesso a lavori stabili, e se avranno superato i 18 anni anche solo di un giorno, cadranno di fatto nella condizione di irregolarità. Non c’è bisogno di sottolineare come quest’ultima li esponga a enormi rischi, primo fra tutti, il coinvolgimento nella microcriminalità.

Per molti ragazzi che a 18 anni non hanno ancora un lavoro stabile questo provvedimento arriva al momento sbagliato. La presenza in Italia di numerose famiglie pronte ad accogliere in maniera spontanea è un segnale importante che dà forza anche a chi lavora in questo settore. Le conseguenze di questo decreto, per ora descritte come astratte, sono in verità reali, nella vita di tutti i giorni di questi ragazzi che amano l’Italia e vedono nel nostro paese la possibilità di un futuro.

Le famiglie italiane che accolgono sono sempre di più

Coloro che hanno deciso di accogliere un rifugiato nella propria casa, secondo un articolo di Vita, sono sempre più numerosi. È un’altra Italia quella raccontata dai dati di Refugees Welcome, l’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia dei rifugiati con la quale Cidis Onlus collabora nel progetto Mai PIù Soli – pratiche di accoglienza a misura di ragazzo.

L’accoglienza in famiglia dei rifugiati negli ultimi tempi ha registrato un aumento di oltre l’80% nelle iscrizioni alla piattaforma. «È come se avessimo assistito ad un’esplosione della società civile. Tra le motivazioni per cui decidono di fare questo passo, molti riportano il bisogno di attivarsi in un momento di fortissima chiusura da parte del governo», spiega Fabiana Musicco, Presidente di Refugees Welcome Italia, che oltre all’aumento delle iscrizioni ha ricevuto anche un forte incremento nella richiesta di volontariato.

Novanta le famiglie che hanno partecipato al progetto negli ultimi due anni e mezzo. Un target misto, dalle giovani coppie, agli anziani, alle famiglie con figli. «Solitamente le convivenze durano tra i sei mesi e un anno. Qualcuna si trasforma e la persona rimane all’interno della famiglia. Certo è che in molti casi l’opportunità di essere accolti in casa rappresenta un vero e proprio momento sliding door per le persone che, in questo modo, entrano in un ricco circuito relazionale».

La campagna #Apriteleporte

Proprio a questa Italia si rivolge la campagna di sensibilizzazione #Apriteleporte di Cidis, che vuole aprire gli occhi su uno dei momenti più critici per i ragazzi e le ragazze presenti nelle comunità per minori: il compimento della maggiore età, quando devono uscire dai centri dove sono accolti. Lo fanno o per essere trasferiti in centri per adulti spesso poco idonei alle esigenze di un adolescente e geograficamente lontani dal posto in cui hanno vissuto sino a quel momento, o perché escono dal sistema di accoglienza, con il rischio di essere nuovamente sradicati e perdere gli affetti e le abitudini faticosamente costruiti: gli amici, la scuola, gli operatori.

Le storie della famiglie che hanno accolto e dei ragazzi che sono stati accolti fotografano un’Italia che ancora resiste e ha voglia di dimostrarlo. Le famiglie accoglienti sono tante e determinate a farsi sentire nei confronti di un provvedimento che pare non tenere conto degli sforzi e dell’impegno di questi ragazzi.

#Apriteleporte: partono i corsi di aggiornamento sull’affido!

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Parte a Perugia, venerdì 23 novembre, presso la sede di Cidis Onlus, la prima edizione del corso di aggiornamento in materia di affido familiare per minori stranieri arrivati soli organizzato all’interno del progetto Mai più soli! Pratiche di accoglienza a misura di ragazzo.

Il progetto, realizzato da Cidis Onlus in partenariato con Refugees Welcome Italia OnlusASGICooperativa Nuovo VillaggioComune di CoriglianoComune di Mugnano, ha come obiettivo il rafforzamento dell’attuale sistema di accoglienza dei minori stranieri arrivati soli in Italia, attraverso la messa a sistema di pratiche integrate che accompagnino i beneficiari fino ad oltre il raggiungimento della maggiore età.

Il percorso di formazione si propone di garantire a tutti gli attori chiave del sistema di accoglienza dei MSNA, strumenti, linguaggi, pratiche e modalità di intervento comuni ed efficaci, per la messa a sistema di un’accoglienza che risponda ai bisogni dei minori arrivati soli.

Saranno approfondite anche le modalità attraverso le quali i comuni possono attingere al fondo nazionale per i MSNA destinato a tutti gli enti locali che assicurano accoglienza e che sono rientrati nel sistema nazionale di prima e seconda accoglienza. Il corso ha una durata di 20 ore e riconosce crediti formativi.

Per partecipare all’edizione perugina è necessario inviare la scheda di iscrizione compilata a lconcetti@cidisonlus.org.

A seguire, la stessa edizione del corso si terrà a partire dal 27 novembre a Corigliano Calabro e dal 5 dicembre a Caserta (qui la scheda di iscrizione da compilare ed inviare a caserta@cidisonlus.org).

Per maggiori info si prega di contattare accoglienzaminori@cidisonlus.org.

GAME BOX PER COMUNITA’ CHE OSPITANO MINORI NON ACCOMPAGNATI “IMPARO E MI DIVERTO”

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IL GAME BOX

Il gioco realizzato nell’ambito del progetto SIRC nasce dall’esigenza di:

-spiegare ai ragazzi ospitati nelle strutture di accoglienza i ruoli dei vari membri di una équipe educativa, così da evitare confusione tra le diverse figure con cui i ragazzi hanno a che fare durante la giornata.

-spiegare le regole dell’igiene e della cura della persona rilevanti soprattutto nella vita di comunità.

-conoscere alcuni aspetti tipici e fondamentali della cultura italiana che possono essere strumenti di avvicinamento e scambio fra culture. Il cibo e la tradizione culinaria del paese sono tra gli aspetti culturali a cui i ragazzi fanno più difficoltà ad abituarsi

-indirizzare e orientare gli adolescenti stranieri, ospiti delle comunità alloggio, al mondo del lavoro.

Il game box propone di 5 giochi diversi con fogli istruzioni/risposte e un totale di 120 carte di domande ciascuno per affrontare differenti temi: l’équipe, l’igiene e la cura, il role playing sulla vita di comunità, l’accoglienza e l’integrazione, il lavoro in Italia. Si tratta di giochi nati dall’esperienza del lavoro in comunità alloggio per minori stranieri non accompagnati e dallo scambio di competenze e buone prassi relative al lavoro svolto quotidianamente con i ragazzi. I giochi sono stati pensati come strumenti per coloro che operano con minori stranieri non accompagnati, per facilitare i ragazzi nel loro percorso in Italia.

SCARICA IL GIOCO 1 ISTRUZIONI E RISPOSTE  e  CARTE

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