DUE PERCORSI FORMATIVI PER FAVORIRE LA PIENA INTEGRAZIONE DEI GIOVANI MIGRANTI SOLI – APPUNTAMENTI ON LINE – PARTECIPAZIONE GRATUITA

Sono aperte le iscrizioni ai due percorsi formativi rivolti agli operatori dei servizi dedicati ai MSNA in Umbria nell’ambito del progetto Cantiere Futuro finanziato dai fondi FAMI (2014-2020).

I corsi intendono:

  • condividere la diffusione di un modello di accoglienza dei giovani migranti soli capace di integrare tutti i soggetti coinvolti in tale processo (msna e neomaggiorenni, soggetti pubblici e del privato sociali, comunità territoriali);}
  • fornire agli operatori (pubblici e del privato sociale) occasioni di confronto per costruire un linguaggio e un frame metodologico comune; aiutare gli operatori interessati a costruire interventi in grado di valorizzare la conoscenza di buone pratiche e la capacità di lettura di vincoli e opportunità specifici del territorio.

I percorsi (interamente gratuiti) sono articolati in due edizioni da 30 ore ciascuna e si terranno in modalità online su piattaforma zoom: la prima edizione si svolgerà dal 25 ottobre al 25 novembre 2021, la seconda edizione dal 9 novembre al 10 dicembre 2021.

I due percorsi formativi sono stati accreditati dal CROAS UMBRIA per un totale di 30 crediti formativi ciascuno.

Iscrizioni tramite Google Form con documento di identità allegato.

Per partecipare al percorso dal 25 ottobre al 25 novembre compilare il modulo d’iscrizione al link:
https://forms.gle/qKJc6bfSQcxQvi5N7

Per partecipare al percorso dal 9 novembre al 10 dicembre compilare il modulo d’iscrizione al link:
https://forms.gle/dnR9WZFnrWnfQhrF8

Per informazioni: tel. 0755720895 – snecoechea@cidisonlus.org

I programma dei due percorsi formativi:

EDIZIONE DAL 25 OTTOBRE AL 25 NOVEMBRE 2021

EDIZIONE DAL 9 NOVEMBRE AL 10 DICEMBRE 2021

I minori arrivati soli alla Giornata Mondiale della Terra, news da Caserta

Il 22 aprile i minori stranieri arrivati soli che risidenono nelle comunità alloggio gestite da Cidis Onlus nel casertano hanno celebrato la Giornata Mondiale della Terra partecipando alla Festa delle Oasi Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli).

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I ragazzi e le ragazze di Casa Teranga, Casa Ariel e Casa Mia, hanno aderito alla Giornata della Terra visitando la riserva chiamata “Oasi delle Salicelle”, situata nei pressi del Palamaggiò di Castel Morrone (CE), dove il fiume Volturno si incunea tra i campi coltivati creando l’habitat ideale per la sopravvivenza di numerose specie di uccelli selvatici.

La giornata si è svolta all’insegna del divertimento e del rispetto della natura, e i ragazzi hanno dato il loro contributo ripulendo la zona dai rifiuti abbandonati e partecipando a momenti di osservazione di alcune specie di animali che popolano il bacino.

“Avere esperienze dirette sul campo, sporcandosi le mani, è estremamente importante per i ragazzi accolti – commenta Antonio Palermiti, coordinatore di Casa Ariel – Queste attività offrono ai ragazzi la possibilità di approfondire la conoscenza del territorio e della comunità locale di riferimento”. Questa giornata va a testimoniare la comunione d’intenti tra Cidis Onlus e la Lipu, andando a consolidare una collaborazione che va avanti sin dall’apertura della comunità Casa Ariel a Caserta.

La salvaguardia dell’ambiente è una questione che riguarda il benessere e lo sviluppo dei popoli e la promozione di una nuova coscienza ambientale è un dovere: oltre a condividere queste idee, la Lipu e Cidis Onlus condividono una concezione dell’ambiente come spazio di convivenza tra culture diverse e luogo ideale per il riconoscimento sociale del migrante. Il volontariato, dunque, viene usato come strumento di interazione, sviluppo di competenze e coscienza civica, finalizzato all’emancipazione dei nuovi cittadini italiani.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Capua, ha visto la partecipazione di altre realtà associative come Comitato Città Viva Caserta, Il Sentiero del re Capua, CAI Caserta, Scout Caserta 4 dell’Agesci e Volturnia Kajak Capua.

Fare da Tutore Volontario ad un minore solo, una scelta civica

Si è concluso a Perugia il primo Corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri realizzato da CIDIS Onlus in collaborazione con la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.

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L’anno scorso sono arrivati in Italia 17.000 minori soli, ragazzi in media tra i 15 e i 17 anni sbarcati senza una famiglia o una rete di supporto. L’attuale sistema di accoglienza prevede che venga affidato loro un tutore volontario, una figura che si occupi della loro tutela, che protegga i loro diritti e promuova il loro interesse superiore, ma il sistema fatica ad entrare in azione.

Questo è uno dei motivi per cui Cidis Onlus e la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Maria Pia Serlupini hanno realizzato a Perugia il Corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri che arrivano in Italia soli. Il percorso fa parte del progetto Mai più soli che prevede una serie di interventi differenziati per sperimentare pratiche di accoglienza integrate, partendo proprio dal rafforzamento della figura del tutore.

Il primo corso si è concluso il 18 gennaio scorso, il Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia ha ospitato 53 aspiranti tutori per 30 ore di formazione tenute da esperti con diversi profili, che hanno approfondito tra l’altro il tema dei diritti, doveri e responsabilità civili del tutore, dell’approccio interculturale e dell’identificazione dei bisogni del minore, in modo da preparare i tutori volontari ad affrontare al meglio la propria funzione e costruire una solida relazione con il minore.

Essere tutore di un minore significa infatti essere una figura di riferimento, una persona che rappresenti legalmente i ragazzi e le ragazze arrivati senza genitori e che li aiuti a comprendere la società di accoglienza. Ma è soprattutto una figura attenta alla relazione umana con il minore, ai suoi bisogni e problemi.

I motivi per fare questa scelta sono molti e tutti differenti, anche se spesso quello che accomuna i futuri tutori è la voglia di compiere un gesto dal forte valore civico che dia un segnale positivo in un momento di forte ostilità nei confronti degli immigrati, come ci ha detto Marco Geremia, che ha concluso il corso di formazione a Perugia: 

C’è stato un richiamo dal punto di vista direi sociale, perché l’attacco che c’è stato e c’è tuttora nei confronti dei migranti è una cosa che mi ha colpito molto. Io sono un avvocato, lo faccio perché credo in questo lavoro e nella tutela dei diritti delle minoranze, che è un ambito che sto imparando a conoscere e al quale vorrei prestare le mie competenze, per quello che è nelle mie possibilità. Voglio conoscere meglio la legge 47 (LEGGE 7 aprile 2017, n. 47, Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, ndr) e questa della formazione era un’occasione che ritenevo indispensabile. Penso che questo corso sia molto utile e ho trovato molto interessanti gli interventi che sono stati fatti, soprattutto, per deformazione professionale, quelli in ambito giuridico.

Anche Alfonsa Valentini ha espresso una preoccupazione simile, ma la spinta per lei è arrivata dal volerne sapere di più su una tematica complessa che viene spesso strumentalizzata senza mai venire realmente approfondita:

Il motivo principale che mi ha spinto a partecipare a questo corso è la sensazione che “tiri una brutta aria”. Penso che ogni cittadino dovrebbe spendere un po’ del suo tempo per conoscere queste tematiche e per poterne poi parlare. Molto spesso invece avviene proprio il contrario.

Mi sento coinvolta in prima persona, perché mi sto accorgendo che il problema è pressante e che lo soluzioni possono essere molteplici, ma c’è anche un modus vivendi, un modo di vedere le cose, molto negativo. Per cui io parto dall’idea che questo corso possa essere uno strumento per approfondire e conoscere questa tematica. Ho deciso di mettermi in gioco, voglio vedere, seguire, essere competente sull’argomento. Anche se non tutti possiamo fare tutori, tutti avremmo il dovere di sapere di  più. Questo è il primo passo.

Il corso di Perugia è finito ma le opportunità offerte dal progetto continuano, altri due corsi di formazione per tutori sono in partenza. Il primo in Calabria, a Corigliano Calabro, una delle terre di sbarco dei ragazzi, partirà il 20 febbraio, per partecipare è possibile contattare le sedi calabresi di Cidis Onlus, a Castrovillari al numero 098128382 e a Corigliano Calabro al numero 0983891824, oppure scrivere all’indirizzo rdonadio@cidisonlus.org. Il corso durerà 30 ore, qui è possibile visionare il programma.

Il secondo invece partirà il primo marzo in Campania, a Caserta, e la domanda di selezione per i tutori campani va mandata direttamente all’ufficio del Garante Regionale entro il 26 febbraio, come previsto dal bando, all’indirizzo garanteinfanzia@consiglio.regione.campania.itallegando un documento di riconoscimento e curriculum vitae.

Per informazioni è comunque possibile contattare la responsabile campana del progetto all’indirizzo adeluca@cidisonlus.org o al numero 0815571218. Il programma è scaricabile qui.

E’ inoltre possibile consultare il sito ufficiale dell’iniziativala pagina dedicata al nostro progetto!

Per saperne di più sulla condizione dei minori stranieri che arrivano soli in Italia, continuate a seguirci.

Malta, fra esternalizzazione delle frontiere e politiche di protezione dei MSNA

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Il 26 e il 27 febbraio scorso il Consiglio dell’UE riuniva i Ministri dell’Interno e della Giustizia degli Stati membri a La Valletta per delineare il piano che sarà proposto ai capi di stato e di governo in tema di migranti il prossimo 3 febbraio. Le notizie al momento non sono confortanti: ancora una volta e sempre con maggiore forza, la strategia europea sull’immigrazione pare tutta orientata alla difesa della fortezza Europa con costruzione di barriere e all’esternalizzazione del controllo delle frontiere. È ormai certo che si stia per ratificare un programma per l’implementazione di un blocco navale esercitato dalla guardia costiera libica che dovrà dissuadere i migranti dall’intraprendere la rotta del Mediterraneo centrale. Chi fa il nostro lavoro sa cosa significa per un migrante la Libia: letteralmente, un incubo senza fine. In quell’incubo l’Europa vuole bloccare, fra gli altri, anche migliaia di minori non accompagnati. Nel 2016 sono stati 25mila i minori che soli hanno attraversato il mare per raggiungere l’Italia, il 14,2% di tutti gli arrivi via mare[1]. Anche per loro le porte d’accesso all’Europa si stanno chiudendo.

Negli stessi giorni, sulla stessa isola al centro del Mediterraneo, Cidis Onlus ha partecipato alla Conferenza Lost in Migration: Working together to protect children from disappearence, promossa da organizzazioni e fondazioni europee che operano per la tutela dei diritti umani (Missing Children Europe, The President’s Foundation for the Wellbeing of Society, EPIM, Never Alone) anche sulla scorta del crescente fenomeno complesso e preoccupante dei minori scomparsi dopo l’arrivo in Europa (10.000 solo nel 2015).

Per due giorni, decine di ONG europee, agenzie internazionali e fondazioni hanno unito le loro competenze ed esperienze per portare al centro del dibattito i diritti dei minori stranieri non accompagnati. Hanno preso parte ai lavori anche la Presidente della Repubblica di Malta, Marie Louise Coleiro Preca, presidente anche della Fondazione promotrice dell’Iniziativa, il Commissario europeo all’interno e all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, il direttore dell’Europol Rob Wainwright, parlamentari europei, tra cui l’italiana Caterina Chinnici, rappresentanti di OIM, UNHCR e Unicef. Posizione condivisa da tutti i partecipanti alla Conferenza e principio guida dei lavori: tutti i MSNA prima di essere migranti sono e devono essere trattati come minori.

Italia e Grecia si confermano come principali paesi di transito dei MSNA e inevitabilmente anche quelli in maggiore affanno nella gestione del fenomeno, tuttavia non mancano eccellenze e buone pratiche, tra le quali la nostra che abbiamo presentato con un certo orgoglio! I lavori si sono però concentrati sulle difficoltà e proposte di soluzioni, con un occhio ai paesi che da tempo si sono dotati di un sistema organico di accoglienza dei MSNA.

Il dibattito, i panels e i workshops hanno portato alla stesura di un documento che contiene 8 raccomandazioni che sintetizzano criticità e soluzioni e che sarà presentato al summit della Valletta. Migliorare le condizioni di accoglienza, veloce nomina di tutori legali, implementazione di reti di intervento fra diverse figure professionali coinvolte, maggiore formazione degli operatori, migliore informazione dei minori, revisione e più efficiente applicazione delle procedure di ricongiungimento e resettlement, standardizzazione delle procedure sono alcuni dei punti contenuti nelle raccomandazioni che Cidis Onlus sottoscriverà.

Nei prossimi tre anni, le attività di accoglienza e integrazione dei MSNA saranno al centro delle nostre attività, grazie all’impegno in programmi di prima e seconda accoglienza e alla realizzazione di sperimentazioni e messa a regime di buone pratiche, avremo quindi la possibilità di tradurre in azioni concrete le raccomandazioni adottate a Malta, vi terremo aggiornati!

[1] http://www.ismu.org/wp-content/uploads/2017/01/Comunicato-Ismu-Minori-non-accompagnati-13-gennaio-2017.pdf

A teatro con i minori di Casa Ariel

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I ragazzi ospiti della comunità alloggio di Caserta in scena con il Teatro Stabile di Innovazione

Casa Ariel è la comunità alloggio gestita da Cidis Onlus a Caserta. Si tratta di una “struttura ponte” di prima accoglienza dove sono accolti otto minori stranieri non accompagnati (MSNA). I ragazzi provengono da Bangladesh, Mali e Nigeria e hanno tra i 15 e i 18 anni. Ogni minore è seguito da una equipe multidisciplinare, composta da educatori, mediatori culturali e insegnanti di italiano L2, che garantisce ai ragazzi tutela legale, assistenza psico sanitaria, orientamento ai servizi, formazione e inserimento sociale.

Tra le numerose attività volte a stimolare l’integrazione dei ragazzi nel tessuto cittadino, sta riscuotendo un enorme successo il laboratorio teatrale realizzato in collaborazione con la compagnia “Teatro Stabile di Innovazione della Città di Caserta – Fabbrica Wojtyla”. Le prove si susseguono con cadenza quotidiana e i ragazzi non si perdono un appuntamento!

Dopo aver preso parte alla piéce “Il Clandestino”, messa in scena per le strade della città in occasione del Festival “Letture di Gusto”, Clement e Halomgir sono entrati a far parte del cast di “Rosso Vanvitelliano”, rappresentazione teatrale itinerante unica nel suo genere che si snoda tra le stanze della magnifica Reggia di Caserta. Nello spettacolo recita anche Musa, il maestoso Arlecchino Nero che si è avvicinato al teatro proprio grazie al Cidis, che lo segue da anni. La prima alla Reggia di Caserta, sabato 10 dicembre, ha avuto un grandissimo successo di pubblico. I prossimi spettacoli sono in programma per il 26 e 30 dicembre 2016 e per il 5 gennaio 2017.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Patrizio Ranieri Ciu, direttore, regista e autore di origini albanesi del “Teatro Stabile di Innovazione della Città di Caserta – Fabbrica Wojtyla”, per farci raccontare questa esperienza di condivisione e convivenza.

Com’è iniziata la collaborazione con i ragazzi del Cidis?

Ci siamo incontrati casualmente il primo novembre in occasione della mostra “Migrantes”, e li abbiamo invitati alle nostre prove senza neanche sapere che fossero appena sbarcati in Italia. Il primo incontro è stato magico e surreale allo stesso tempo, ho percepito un senso di solitudine avvertito da entrambi i gruppi di ragazzi, migranti e casertani: i primi, per le ovvie ragioni legate al viaggio e allo sradicamento sofferto, i secondi per la mancanza di prospettive future e punti di riferimento che caratterizza il particolare momento storico che stiamo vivendo in Occidente.

Cosa ti ha colpito maggiormente?

Mi ha affascinato la reazione che c’è stata tra i ragazzi: hanno dimostrato un eccellente capacità di comunicazione al di là del linguaggio. È in quel preciso momento che ho intravisto le potenzialità di questo connubio: le due realtà si sono amalgamate alla perfezione. Inizialmente i ragazzi del Cidis erano spaesati, intimoriti; adesso sono i primi ad arrivare a teatro e gli ultimi a voler andare via!

Quali ragioni vi hanno spinto ad approfondire questo argomento?

Il teatro ha sempre evidenziato e portato alla luce le diversità, noi abbiamo approfondito quella etnica con la piéce “Il Clandestino”. Vogliamo superare barriere e cancelli per arrivare al cuore delle persone. La cosa bella è che il pubblico casertano ha recepito il messaggio. Questo tipo di rappresentazioni possono avere una rilevanza maggiore nelle periferie, dove avvengono questi incontri tra popoli e culture diverse e dove è più marcato il conflitto sociale, sfociando a volte nella cosiddetta “guerra tra poveri”.

Il teatro si conferma un formidabile strumento di integrazione. Pensate che l’ esperienza con i MSNA possa crescere ulteriormente?

I ragazzi hanno trovato una loro dimensione, un equilibrio mentale nel teatro, che si è rivelato un’ancora di salvezza. Non ho avuto problemi, nel corso della prima prova, a far declamare l’Ave Maria a nove musulmani, azzerando dal principio il conflitto tra religioni: i ragazzi hanno compreso che stavano recitando! L’interpretazione di Musa nelle vesti di un Arlecchino Nero, poi, è davvero strabiliante: è un’immagine potentissima, il pubblico rimane a bocca aperta di fronte al suo monologo sui veri ladri, coloro che ti rubano il tempo. È sui giovani che si deve puntare, dando loro un’opportunità sia artistica che lavorativa. Adesso che abbiamo incontrato il Cidis l’obiettivo è quello di ideare un format che, valorizzando il connubio tra l’aspetto sociale e quello culturale delle due organizzazioni, possa fungere da strumento di integrazione effettiva per i migranti accolti nel nostro Paese. Un modello replicabile anche in altre realtà d’Italia.

 Grazie Patrizio!

Let them know it’s Christmas time!

Quest’anno al Cidis i regali di Natale sono arrivati in anticipo… i ragazzi della 69 Records, che già avevano collaborato con noi volontariamente per la produzione della colonna sonora del nostro video di raccolta fondi #unfurgonepercasamia, hanno creato una compilation di Natale i cui proventi andranno proprio a nutrire la campagna di Cidis su Produzioni dal Basso.

Siamo davvero orgogliosi di quello che hanno prodotto per noi. In questo generale periodo di diffidenza e paura, ricevere queste dimostrazioni di solidarietà nei confronti del nostro lavoro per noi è ancora più importante.

Se volete supportare questi giovani artisti e i Minori Stranieri Non Accompagnati ospiti di Casa Mia, non dovete che visitare il loro sito.

Noi intanto li ringraziamo, le loro voci sono quelle dell’Italia che ci piace.

Come dice la canzone, let’s keep feeding the world <3