Ritratti – Iheb

foto ritratto2

Iheb è un ragazzo tunisino di 24 anni che vive in Italia da cinque anni. E’ stato in varie città italiane prima di stabilirsi definitivamente a Napoli, dove lavora e dove si è creato una propria dimensione che ha deciso di condividere con noi nel nostro Ritratto del mese.

Che cosa ti fa ridere?

L’ingenuità di mia madre. Un giorno le ho regalato una sedia per i massaggi super tecnologica e le ho detto che poteva utilizzarla solo lei altrimenti dallo schienale sarebbero uscite due braccia che avrebbero picchiato le persone sconosciute. Mia madre ci ha creduto e non faceva salire nessuno, neanche mio padre!

Il tuo piatto italiano preferito?

Il mio piatto preferito è la lasagna con funghi, besciamella e provola. La mangio almeno una volta al mese. Solo a parlarne mi sta viene l’acquolina in bocca!

Una frase in italiano che ripeti spesso?

Sono scocciato!

Un oggetto a cui tieni?

Un anello di argento molto semplice che mi ha regalato mia madre, ma si è rotto tre giorni fa mentre lo usavo per aprire una bottiglia di Coca Cola.

Un posto a cui sei affezionato?

Pompei perché è un posto molto particolare e suggestivo.

Un personaggio italiano che conosci e stimi?

Eros Ramazzotti è il mio cantante italiano preferito e lo stimo molto perché nei suoi testi mi riconosco, parla anche un po’ per me.

Il tuo gioco preferito da bambino?

Il mio gioco preferito da bambino era Super Mario, un videogioco molto famoso anche in Tunisia. Vincevo sempre!

Cosa ti manca del tuo paese che in Italia non trovi?

I miei genitori, la mia famiglia mi manca molto.

Una cosa che l’Italia dovrebbe copiare dal tuo paese?

Nel mio paese quando una persona muore non si spendono soldi per il posto al cimitero, per i fiori, per la macchina e per la bara. Se una persona ha la disponibilità economica solitamente lascia dei soldi ad una persona di fiducia che dopo la sua morte li distribuisce alle famiglie povere o ai ragazzi che non hanno i genitori o ad una donna vedova con figli.  E questa è una prima cosa che l’Italia dovrebbe copiare dalla Tunisia, perché è molto importante a livello sociale. Questo potrebbe evitare per esempio l’indebitamento di molte famiglie italiane, soprattutto quelle che non hanno grandi disponibilità economiche, in caso di morti improvvise.

Inoltre l’Italia, o meglio gli agricoltori italiani, non dovrebbero utilizzare prodotti chimici in agricoltura e dovrebbero coltivare i prodotti di stagione. Nel mio Paese gli agricoltori non usano pesticidi e fertilizzanti chimici e c’è molta attenzione a non comprare i prodotti fuori stagione, per esempio sui banchi della frutta se ci sono i meloni in inverno non li compriamo e per questo motivo non si trovano.

Una cosa che il tuo paese dovrebbe copiare dall’Italia?

Non c’è una cosa, ma ci sono tante cose. Il governo tunisino dovrebbe avere più cura dei cittadini che vivono nelle zone periferiche del paese, deve attivare servizi che garantiscano il diritto all’istruzione anche per chi vive in territori più disagiati da un punto di vista dei trasporti interni, deve investire maggiormente sui giovani e riconoscerne il valore per la società e per lo sviluppo del paese. Il Governo deve assolutamente portare acqua, energia elettrica e linee telefoniche in tutto il paese, in particolare nel Sud.

Una parola della tua lingua madre che vorresti insegnare agli italiani?

La parola che vorrei insegnare agli italiani è Adala, che in italiano significa  giustizia.

Un cosa che accomuna italiani e tunisini?

La furbizia…stop!

Alla fine dell’intervista con lo smartphone Iheb ci ha fatto sentire “Alla fine del mondo”, e un po’ stonato ne ha canticchiato le parole fuori tempo 🙂

Ritratti – Leidy

ritratto foto

Leidy  Marcela ha 31 anni, è arrivata dalla Colombia nel gennaio 2015. Vive a Caserta, noi le abbiamo fatto un po’ di domande.

Cosa ti fa ridere? 

I miei due figli che mi danno tanta gioia tutti i giorni.

Il tuo piatto italiano preferito? 

La pasta all’amatriciana con una spolverata di pecorino, perché è semplice e saporita.

Una frase in italiano che ripeti spesso? 

Dico spesso “non ce la faccio” quando penso di trovarmi di fronte ad un ostacolo molto grande da superare.

Un oggetto a cui tieni?

Il mio cellulare perché attraverso di esso sono in contatto con la mia famiglia tutti giorni. Mi fa sentire meno sola.

Un posto a cui sei affezionata? 

Adoro Caserta vecchia per la sua tranquillità, mi richiama alla mente bei ricordi.

Un personaggio italiano che conosci e stimi?

Maria De Filippi, la stimo come donna e come professionista della televisione. La trovo molto umile e piena di umanità con le persone.

Il tuo gioco preferito da bambino?

Un gioco che si chiama “Zeta”. Consiste nello scrivere dei nomi a terra con il gesso e si giocava con una pietra e un pallone. Un gioco semplice di altri tempi ma che ci divertiva molto.

Cosa ti manca del tuo paese che in Italia non trovi?

Il calore delle persone tipico del mio Paese.

Una cosa che l’Italia dovrebbe copiare dal tuo paese?

Lo ripeto, le persone qui dovrebbero imparare ad essere più calorose.

Una cosa che il tuo paese deve copiare dall’Italia? 

Dell’Italia mi piace che i servizi come istruzione, salute, etc. sono alla portata di tutti allo stesso modo senza grandi differenze di classe sociale.

Una parola della tua lingua madre che vorresti insegnare agli italiani? 

Lo spagnolo è una lingua molto simile all’italiano. Quello che posso dire è di utilizzare di più un te quiero mucho, cioè “ti voglio bene”, con le persone della tua vita che se lo meritano.

Una cosa che accomuna italiani e colombiani? 

Entrambi i popoli hanno un temperamento latino e credono molto nella famiglia come valore fondamentale della vita.

Grazie Leidy!

Ritratti – Adama

ritratti4-225x300

Adama  21 anni, è arrivato a Lampedusa dal Mali nel 2011. Vive in provincia di Caserta.

Cosa ti fa ridere? Mi fanno molto ridere i film comici, come quelli di Totò!

Il tuo piatto italiano preferito? Mi piace la pizza e da quando sono in Italia la mangio spesso. E’ buonissima!

Una frase in italiano che ripeti spesso? La frase che più ripeto da quando sono in Italia è “Non c’è lavoro” ed è la frase che mi sento anche ripetere più spesso visto che è da tanto tempo che sono alla ricerca di un lavoro e non l’ho ancora trovato.

Un oggetto a cui tieni? L’oggetto a cui più tengo è ciò che mi dà la possibilità di connettermi ad internet perché in questo modo posso parlare con le persone care e i miei amici lontani.

Un posto a cui sei affezionato? Venezia …ci sono stato un anno ed è lì che mi sono innamorato per la prima volta. Era una ragazza italiana.

Un personaggio italiano che conosci e stimi? Il mio maestro di box perché mi ha insegnato tante cose importanti per la mia vita.

Il tuo gioco preferito da bambino? Quando ero piccolo giocavo sempre a calcio. Mi piaceva perché è un gioco di squadra, che unisce.

Cosa ti manca del tuo paese che in Italia non trovi? Mi mancano le vacanze in montagna e il mango, un frutto che a me piace molto.

Una cosa che l’Italia dovrebbe copiare dal tuo paese? Gli Italiani sorridono troppo poco!

Una cosa che il tuo paese deve copiare dall’Italia? In Africa ci sono molte cose che si trovano in Italia. Non so cosa l’Africa dovrebbe copiare all’Italia.

Una parola della tua lingua madre che vorresti insegnare agli italiani?Dussudabible!” che significa “Non arrabbiarti! E’ una cosa piccola!”.

Una cosa che accomuna italiani e maliani? La solidarietà, che però in Italia ho trovato solo in alcuni posti.

Ritratti – Fazal

azizFAZAL viene dal Pakistan, ha 25 anni, lavora come operatore ENA e mediatore culturale ed è appassionato di calcio e la palestra

Cosa ti fa ridere? Quasi tutto, sorrido sempre
Il tuo piatto italiano preferito? Gli spaghetti allo scoglio.
Una frase in italiano che ripeti spesso? L’erba cattiva non muore mai.
Un oggetto a cui tieni? L’iphone 5.
Un posto in città a cui sei affezionato? Casa mia a Terni.
Un personaggio italiano che conosci e stimi? Paolo Maldini, avevo le sue foto anche in Pakistan, anche di suo padre. E’ famoso in Pakistan.
Il tuo gioco preferito da bambino? Anche da piccolo ho sempre giocato o a cricket o a calcio.
Cosa ti manca del tuo paese che in Italia non trovi? La famiglia.
Una cosa che l’Italia dovrebbe copiare dal tuo paese? Il rispetto per la famiglia e i genitori, che qua non vedo tanto.
Un cosa che il tuo paese dovrebbe copiare dall’Italia? Come si gioca a calcio.
Una parola della tua lingua madre che vorresti insegnare agli italiani? Morey, che in pashtu significa “mamma”.
Una cosa che accomuna italiani e pachistani? Si arrabbiano subito.