CALENDARIO CIDIS 2025 – Immigrati lavoratori
2 Gen 2025
Dedichiamo il calendario 2025 al tema del lavoro, una questione che muove il mondo, legata a doppio filo alla migrazione.
Vogliamo ricordare a tutti nel corso di questi mesi, i principi fondamentali, semplici che dovrebbero guidare i datori di lavoro e i lavoratori nel realizzare i propri compiti.
Vogliamo accendere piccole riflessioni sul presente del lavoro svolto dalla popolazione immigrata, spesso sottoqualificato, concentrato in settori produttivi specifici, quelli più esposti al rischio di lavoro non sicuro e irregolare, pensiamo all’agricoltura, alle costruzioni, ai servizi di cura della persona.
Un lavoro anche al passo con le innovazioni tecnologiche ma che soffre dei pericoli di nuovi modelli sempre più flessibili, diretti dalle grandi company che vorrebbero agire senza il disturbo delle legislazioni nazionali ed europee. Le innovazioni tecnologiche globali, quali Automazione e Intelligenza Artificiale, continuano a trasformare il mercato del lavoro con la sostituzione del lavoro manuale e la necessità di nuove competenze che spesso finiscono con il colpire le fasce più vulnerabili di lavoratori migranti in primis. Ecco l’importanza di garantire diritti e dignità a tutti, in un mondo globalizzato in cui molte migrazioni sono conseguenza non solo della povertà e dell’instabilità politica di intere aree del pianeta, ma anche del cambiamento climatico, un tema che sta a cuore a tutti.
Poi vi sono situazioni di sfruttamento grave dei lavoratori stranieri, un fenomeno diffuso, che spesso rimane sommerso. I cittadini consumatori non sempre sono consapevoli dei processi di produzione e finiscono con acquistare nella grande distribuzione prodotti frutto di condizioni lavorative di moderna schiavitù. Lo sfruttamento grave dell’attività lavorativa è un fenomeno determinato dall’esistenza di evidenti disparità economiche a livello globale e da una mobilità internazionale della manodopera che viaggia per canali sempre più irregolari e non programmati.
Per molti immigrati lavoratori arrivati da poco nel paese il rischio di sfruttamento è spesso conseguenza dell’isolamento sociale determinato dalla scarsa conoscenza della lingua, dalla scarna rete sociale al di fuori del lavoro, dalla mancata informazione riguardo la normativa sulla tutela dei lavoratori, dai pochi punti di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità. Ma soprattutto, come confermano anche i più recenti studi, da una struttura del mercato del lavoro locale che fa dello sfruttamento del lavoratore una sua intrinseca caratteristica.
Inutile stare a ribadire quanto il lavoro della popolazione immigrata contribuisca al benessere economico e sociale del paese, sono più 30 anni che lo diciamo. Nel frattempo passano le generazioni e la celebre frase del sindacalista tedesco Max Frisch rimane sempre attuale “Volevamo braccia, sono arrivati uomini”. Se solo cittadini, politici, istituzioni ne fossero tutti consapevoli, sarebbe più facile immaginare una società più giusta.
Cidis nell’anno a venire si impegnerà con sempre maggiore determinazione a promuovere la cultura del lavoro legale e sicuro a tutela dei lavoratori immigrati con attività diverse, parlando a tutti gli attori coinvolti, in diverse lingue, tra i molti lavori, sui molti territori in cui è presente.
È il caso di dire buon lavoro a tutti.


















