Giornata Mondiale del Rifugiato

Sono ormai 15 anni che il 20 giugno si celebra la giornata mondiale del rifugiato, ma il 2016 è forse l’anno più difficile per questa commemorazione: secondo le stime delle nazioni unite, il numero di uomini, donne e bambini che scappano da guerre e persecuzioni si aggira intorno ai 60 milioni, la cifra più alta mai registrata prima.

Sebbene l’Europa negli ultimi anni abbia accolto un numero sempre in crescita di rifugiati e richiedenti asilo, il totale delle persone accolte nel nostro continente supera di poco i tre milioni, una cifra nettamente inferiore ad Asia, Africa e Medio Oriente, che accolgono circa  l’85% del totale. Infatti, nonostante la percezione dei cittadini europei – largamente influenzata da campagne mediatiche superficiali e parziali – la percentuale di rifugiati rispetto al totale della popolazione europea è ancora bassissima, quasi insignificante. Lo stesso vale per l’Italia: nonostante sia per molti il primo paese di arrivo, con i suoi 111.000 rifugiati e richiedenti asilo accolti, il bel paese è agli ultimi posti in Europa per incidenza dei rifugiati sulla popolazione totale (1,5 ogni mille abitanti).

Il loro arrivo ha però profondamente cambiato il nostro lavoro. Ora, oltre alle politiche di integrazione dei migranti di cui Cidis si è sempre occupata, accogliamo circa 150 rifugiati e richiedenti asilo in strutture di prima accoglienza staordinaria (CAS) e all’interno di Progetti SPRAR, e questo numero è in crescita. Cidis predilige l’accoglienza diffusa e partecipata con il territorio circostante, e, nonostante le numerose criticità presenti nel sistema italiano di accoglienza, ha sviluppato delle vere e proprie buone pratiche nei territori in cui opera: in Calabria nella provincia di Cosenza, in Campania a Napoli e nel casertano, in Umbria a Perugia, Foligno, Umbertide e Gubbio.

Le donne, gli uomini e i minori non accompagnati ospiti di Cidis provengono da Guinea Bissau, Gambia, Ghana, Nigeria, Egitto, Mali, Pachistan, Afganistan, Iraq , Somalia, Eritrea, Palestina. Con loro Cidis realizza moltissime attività per incentivarne la socializzazione, per scoprirne i talenti e per riuscire nel tempo dato ad avviare un vero percorso di autonomia che permetta a ciascuno di ricostruirsi una vita nel nostro paese.

In questi giorni celebreremo quello che stiamo realizzando insieme e invitiamo tutti coloro che sono interessati o semplicemente incuriositi a partecipare, a venire a conoscere i rifugiati e i richiedenti asilo che vivono nelle nostre città. Non ve ne pentirete.