I racconti dell’accoglienza: J. e le rondini

A Napoli, Cidis Onlus gestisce il Centro di Accoglienza Straordinario La Palma, che ospita 20 uomini provenienti da Asia e Africa Subsahariana. Oggi vi raccontiamo la storia di uno di loro, J.

birdwatching

J. è nigeriano, originario di  Ilewo Orile, un piccolo villaggio situato nella regione sud-occidentale del Paese, a poca distanza da Lagos. Lì era agricoltore e allevatore, gestiva una fattoria.

J. appartiene all’etnia Yoruba, come il leggendario musicista Fela Kuti, ed ha una passione per l’ambiente, la flora e la fauna.

A J. piacciono in particolar modo le rondini: gli ricordano il suo paese, dove vanno a svernare alla ricerca di cibo e temperature più miti.

Per arrivare in Italia, J. ha viaggiato lungo i 6.000 km della rotta migratoria verso l’Europa, attraversando mezzo continente e il Mar Mediterraneo.

Un po’ come le rondini. A loro però quel viaggio va decisamente meglio.

Quando gli operatori e le operatrici del centro La Palma hanno scoperto la sua passione per gli uccelli, hanno messo J. in contatto con l’associazione no profit Ardea, che si occupa di ricerca, divulgazione ed educazione ambientale a Napoli.

“Cercavamo qualcosa che potesse stimolare la socializzazione e l’integrazione di J. nel nostro territorio – spiega Diego, l’operatore che lo segue quotidianamente nelle attività – Abbiamo proposto l’idea ai soci di Ardea, i quali hanno risposto con entusiasmo e curiosità”.

Adesso J. è impegnato nella digitalizzazione dell’archivio del Museo Zoologico di Napoli, frequenta un corso di approfondimento sui rapaci diurni ed ha partecipato ad un’uscita di rilevazione sul litorale domizio, propedeutica al censimento internazionale dell’avifauna acquatica svernante in Campania, promosso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

J. svolge queste attività a titolo volontario, ma per sua scelta personale. In questo modo, nell’attesa di scoprire quale sarà il suo futuro, ha trovato comunque il suo posto a Napoli. “Gli operatori del Cidis e i soci di Ardea non mi hanno mai riservato un trattamento differente, da straniero; qui mi sono sempre sentito a casa – sorride J. – Sono estremamente soddisfatto delle attività che sto svolgendo, voglio continuare ad imparare”.

Anche i membri di Ardea sono entusiasti,  il presidente Rosario Balestrieri ci ha raccontato che avere nel loro gruppo J. “ci ricorda il nostro obiettivo ultimo, il sociale, che è strettamente connesso con l’aspetto ambientale: la nostra missione, infatti, è preservare il nostro ecosistema per le generazioni future. Lo stupore e la meraviglia con i quali osserva quotidianamente il nostro territorio ci sorprende e ci gratifica allo stesso tempo. La passione con la quale cerca di rendersi utile per tutelare qualcosa che non è ancora pienamente sua dovrebbe farci riflettere”.

In futuro, si spera che J. possa diventare socio dell’associazione. “Sarebbe il nostro successo più grande” conferma Rosario.

Sarebbe un successo per tutti, soprattutto per J. e per la città.