Minori arrivati soli in Italia: cosa facciamo noi e cosa puoi fare tu

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I minori arrivati soli in Italia sono i cittadini di domani: attivati per costruire insieme reti solidali ed opportunità!

Chi sono i “minori arrivati soli in Italia”?

Quando si parla di minori provenienti da Stati non appartenenti all’Unione Europea o apolidi, che si trovano sul territorio della nostra Nazione privi di assistenza e rappresentanza dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, come indicato dal combinato disposto del d. lgs. 142/2015 e della l.47/2017 si usa l’espressione minori stranieri non accompagnati (MSNA).

Per Cidis e per tutti gli operatori coinvolti in azioni ed interventi dedicati a ragazzi e ragazze che hanno vissuto in giovanissima età l’esperienza della migrazione, l’espressione maggiormente appropriata è “minori arrivati in Italia soli”. Perché?

Perché l’essere arrivati soli in Italia è definire una situazione, che nella stessa ratio delle normative di riferimento, attiva degli strumenti e delle prassi consolidate di assistenza, tutela, accompagnamento all’autonomia che vanno oltre la mera descrizione di uno status. Le possibilità, materiali e non solo, di sviluppo della propria personalità e di ricerca di opportunità di ridefinizione di obiettivi di vita futura sono tante, e tutte da cogliere.

Promuoviamo modi per accogliere

Cidis e le altre realtà del sociale che lavorano a stretto contatto con i minori arrivati in Italia soli crede fortemente nella costruzione e nello sviluppo dei legami tra persone, che sono il vero valore aggiunto dei nostri progetti. Ai minori arrivati in Italia soli offriamo servizi e percorsi di accompagnamento alla maggiore età, volti ad un consapevole inserimento nel contesto di arrivo. La società di accoglienza, d’altro canto, è il luogo fisico che viene attraversato da chi qui è nato ed ha sempre vissuto, e da chi qui è arrivato dopo un lungo viaggio. Abbiamo l’ambizione di creare reti di solidarietà, di mutua collaborazione e di vicinanza. Ci sono infatti tanti modi per stare accanto, sostenere e aiutare un ragazzo arrivato solo in Italia: attivarsi in questo senso vuol dire fare qualcosa di concreto e importante, qualcosa che va ben oltre l’assistenza e la tutela che a tutte e tutti devono essere garantite.

Il minorenne che viene rintracciato sul territorio italiano ha la possibilità di accedere a percorsi di inserimento in comunità di accoglienza o nel circuito SIPROIMI minori, avendo pieno diritto all’assistenza materiale ed all’educazione – in senso ampio – garantita da un’équipe di operatori formati e competenti.

L’accoglienza in comunità o nel circuito SIPROIMI minori non sono le uniche strade che il minore arrivato solo può percorrere: è infatti prevista ed incentivata l’attivazione dell’istituto dell’affido familiare, che garantisce al minore il diritto di continuare il suo percorso di crescita individuale in un contesto che dia risposte alle esigenze di ascolto e partecipazione, dialogo, condivisione di valori ed opportunità con chi accoglie.

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Quanti modi per accogliere?

Le leggi 184/83 e 149/01, che nel caso di minori arrivati in Italia soli vanno lette insieme alla legge 47/2017, hanno privilegiato l’istituto dell’affido familiare, cioè l’inserimento del minore in un nucleo familiare, sia esso composito o mononucleare. L’affido può essere attivato in modalità “full-time”, che prevede una convivenza 24h/24, o in modalità “part-time”, in cui vengono preventivamente concordati tempi e modalità di convivenza.

La rete di intervento è composta da: comunità/SIPROIMI, Servizi Sociali del Comune dove il minore risiede (Servizio Adozioni Ed Affido Territoriale (SAAT), dove attivo), Tutore Legale e Tribunale per i Minorenni competente.

Attivati!

Per dare disponibilità all’affido, contatta i Servizi sociali del Tuo Ambito Sociale/Piano di Zona.
Per saperne di più e ricevere informazioni, compila questo form.

Raccontati!

Sei un genitore affidatario? Condividi la Tua storia! Contatta email@cidisonlus.org

Una volta maggiorenni, i ragazzi arrivati in Italia soli sono costretti a lasciare le strutture che li hanno ospitati fino ai 18 anni. Le famiglie (nuclei familiari ma anche singoli cittadini) che decidono di ospitare in casa un ragazzo straniero neo-maggiorenne hanno l’opportunità  di conoscere una nuova cultura, aiutare una persona in difficoltà a costruire un percorso nel nostro Paese e diventare cittadini più consapevoli. Le famiglie saranno comunque seguite durante tutto il percorso.

La rete di collaborazione si fonda su: singoli e famiglie accoglienti, gestori dell’accoglienza, associazioni e stakeholder privati operanti nella comunità cittadina in dialogo con gli Enti territoriali.

Attivati!

Per avanzare la propria candidatura scrivi a questa mail: accoglienzaminori@cidisonlus.org

Raccontati!

Sei una famigliare  che ha accolto un neo-maggiorenne? Condividi la Tua storia! Contatta email@cidisonlus.org

Per famiglia di prossimità intendiamo nuclei e singoli, anche associati, che desiderino mettersi in gioco nello stabilire rapporti amicali con il minore. Questa forma di solidarietà non presuppone l’abitare insieme, ma l’impegno a dedicare tempo, risorse affettivo-relazionali e cooperazione con le comunità di accoglienza, responsabili dei Piani Educativi Individuali (P.E.I.) per ciascun minore.

La rete di collaborazione si fonda su: singoli e famiglie accoglienti, gestori dell’accoglienza, associazioni e stakeholder privati operanti nella comunità cittadina in dialogo con gli Enti territoriali.

Attivati!

Per sapere come entrare a far parte delle reti cittadine di famiglie solidali, compila questo form.

Raccontati!

Sei un familiare di prossimità? Condividi la Tua storia! Contatta email@cidisonlus.org

Per scelta strategica, comunità di accoglienza e strutture del sistema SIPROIMI sono collocate in contesti urbani, centrali e quindi funzionali all’inserimento degli accolti nel nuovo contesto. A partire dai rapporti di buon vicinato, si può collaborare alla buona riuscita degli eventi che le comunità organizzano, stringere amicizia con i minori e “farsi conoscere” dai nuovi arrivati.

La rete dei vicini di casa è per definizione informale, solidale e creativa: ne fanno parte i condomini e gli abitanti del quartiere, che riqualificano il contesto urbano attraverso l’inclusione e la partecipazione di tutti i residenti.

Attivati!

Per sapere se nel tuo Comune è operante una comunità di accoglienza o un SIPROIMI MSNA e vuoi conoscere i nuovi vicini di casa, compila questo form.

Raccontati!

Sei vicino di casa di un gruppo di minori in accoglienza? Condividi la Tua storia! Contatta email@cidisonlus.org

La figura del Tutore Volontario è normata dalla legge 47/2017 e delineata dall’art.3 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia. Si tratta un cittadino italiano o straniero maggiorenne, adeguatamente formato grazie all’intervento dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che garantisce al minore rappresentanza legale e gioca un ruolo di cittadinanza attiva, sostenendolo nel suo processo di emancipazione ed empowerment.

Il Tutore Volontario si rapporta, nel suo ruolo di rappresentanza del minore, con Uffici pubblici (Prefettura/UTG-Ufficio Territoriale di Governo, Ufficio Scolastico, ASL-Azienda Sanitaria Locale) e soggetti privati, quali la comunità presso la quale il minore è inserito. Interviene nel perfezionamento della procedura di affido o adozione.

L’attività del Tutore Volontario è svolta a titolo gratuito e la nomina decade al compimento dei 18 anni del tutelato.

Attivati!

Per sapere come si diventa Tutore Volontario, approfondire le tematiche connesse alla tutela o ricevere informazioni o consulenza, compila questo form.

Raccontati!

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I PROGETTI CIDIS PER L’ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI:

Cantiere Futuro

Giovani Campani

Mai Più Soli!

P.O.P.E.Y.E.