Storia breve di un percorso lungo: l’accoglienza di F.

Qualche mese fa il Servizio Centrale dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) ci ha informati che l’Università di Pavia avrebbe messo a disposizione 14 borse di studio per “giovani rifugiati meritevoli”.

Ci siamo dati da fare e oggi uno dei beneficiari di queste borse è F., un ragazzo nigeriano arrivato al Cidis nel settembre 2014.

Quando è arrivato aveva appena 18 anni, non aveva più una famiglia e non sapeva una parola di italiano. Dalla Nigeria, dopo un lungo viaggio con molte tappe, F. si è ritrovato a Cassano all’Ionio, in provincia di Cosenza, un luogo da dove la maggior parte dei suoi coetanei italiani se ne va il prima possibile per trovare fortuna più a nord. Ma nella geografia di F. Cassano era sufficientemente a nord.

A Casa La Rocca, una delle strutture di accoglienza gestite da Cidis, F. ha trovato una casa vera che ha condiviso con altri viaggiatori come lui, ragazzi e uomini che si sono imbarcati in Libia e che hanno avuto la fortuna di arrivare dall’altra parte. Insieme a loro ha studiato l’italiano, si è fatto degli amici.

Debora, la responsabile di Casa La Rocca, dice di F. che è timido, modesto, allegro e che “ci prova con tutte”. E’ stato il primo a chiamarla Mamma, nomignolo che le è rimasto cucito addosso e che ormai usano tutti.

Sono due mesi che F. è partito per Pavia per studiare Ingegneria Informatica, chiama ogni settimana per dirci che la matematica è difficile e che i libri sono incomprensibili, ma che se la sta cavando.

Sono storie come questa che ci ricordano perchè facciamo quello che facciamo: per garantire anche a F. le stesse opportunità di qualsiasi suo coetaneo italiano, per creare le basi di una società più giusta e senza conflitti.

Continua così F.!

Qui il servizio del TGR RAI (dal minuto 9)