AgriCultura – Coltivare Diritti

AgriCultura – Coltivare Diritti intende prevenire e contrastare lo sfruttamento in agricoltura dei cittadini di Paesi Terzi in un’ottica di integrazione multidisciplinare e multistakeholder, in grado di accogliere la complessità delle istanze dei destinatari e fornire una risposta completa. Il progetto si svolgenelle aree dei comuni di Caserta e Napoli individuate come maggiormente vulnerabili. In particolare, le azioni riguarderanno i 7 comuni della provincia di Mondragone, Castel Volturno, Cancello ed Arnone, Villa Literno, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Giugliano in Campania.

L’ambiziosa iniziativa, finanziata con fondi AMIF e PON, nasce da un lavoro di co-progettazione con la Regione Campania degli interventi promossi da Su.Pr.Eme e P.I.U. Su.Pr.Eme.

I partner del progetto

Con CIDIS capofila, il progetto trae forza da una rete di partner con profonda conoscenza e comprovata esperienza sul territorio nei diversi ambiti di intervento:

Inoltre, una preziosa e articolata Rete di supporto darà valore alle azioni intraprese. Comuni, istituzioni, associazioni di categoria, sindacati, ASL, Università, organismi culturali assicureranno l’efficacia e la multidisciplinarietà dei servizi.

Gli obiettivi del progetto

  • Promuovere l’accesso dei cittadini immigrati al sistema dei Servizi di welfare locali attivando interventi di mediazione, informazione e presa in carico in maniera diffusa e capillare sul territorio;
  • Qualificare il sistema dei servizi per il lavoro, attraverso l’implementazione di attività di orientamento e formazione volte all’empowerment e alla capacitazione dei diversi soggetti coinvolti;
  • Ampliare l’offerta dei servizi e di programmi di rinserimento socio-lavorativo di lungo periodo e rendere più efficace il coordinamento della rete di servizi forniti dalle istituzioni a livello regionale e territoriale;
  • Contribuire al miglioramento della mobilità nel territorio di riferimento implementandola con servizi di trasporto flessibili e dedicati, anche sperimentando soluzioni innovative e servizi on-demand in collaborazione con il mondo datoriale;
  • Promuovere l’accesso ad alloggi decorosi da parte della popolazione immigrata del territorio;
  • Ampliare e rafforzare la rete e l’interazione dei Soggetti Pubblici e privati, e attraverso di essi con gli individui e le comunità sulle questioni nodali dell’integrazione della popolazione immigrata;
  • Contribuire alla coesione sociale del territorio, superando discriminazioni e pregiudizi e prevenendo situazioni conflittuali con un costante dialogo interculturale.

Le azioni del progetto

Agire sul caporalato è possibile solo affrontando quelli che sono i nodi centrali dell’integrazione. Per questo motivo, il progetto si pone in un’ottica di miglioramento delle condizioni di vita generali dei cittadini di Paesi Terzi, allo scopo di migliorare la qualità di molteplici ambiti: lavoro, salute, alloggio, trasporto e accesso ai Servizi Pubblici.

Outreaching

  • Unità mobili impegnate nei punti strategici di incontro formale e informale, garantendo un primo contatto;
  • Presa in carico e orientamento ai sevizi sociali, sanitari, abitativi.

Tutela dei diritti

  • Segretariato Sociale e Accompagnamento ai servizi pubblici;
  • Consulenza legale per le vittime di sfruttamento lavorativo;
  • Percorsi di cittadinanza: workshop e incontri informativi sui diritti e l’accesso ai servizi.

Lavoro e auto-imprenditorialità

  • Orientamento al lavoro e promozione dell’occupabilità;
  • Laboratori per il rafforzamento delle competenze trasversali e professionali;
  • Workshop e visite in aziende per favorire l’incontro tra lavoratori e datori di lavoro;
  • Formazione e consulenza all’avvio di impresa.

Salute

  • Unità sanitarie itineranti per promuovere e favorire la tutela della salute;
  • Orientamento sociosanitario con particolare attenzione alla salute delle donne;
  • Incontri territoriali di prevenzione e tutela della salute;
  • Somministrazione test anti-Covid e visite domiciliari per i soggetti più vulnerabili.

Casa

  • Intermediazione e orientamento per la ricerca di una casa, al fine di garantire il diritto all’abitare;
  • Erogazione di voucher di sostegno all’abitare;
  • Foresteria per emergenze abitative.

Trasporto

  • Rafforzamento delle linee locali di trasporto per il lavoro
  • Servizi di mobilità a chiamata;
  • Buoni trasporto;
  • Servizi di mobilità condivisa.

Mediazione di sistema

  • Un’agenzia di mediazione a chiamata che possa assicurare interventi di facilitazione culturale e linguistica;
  • Consulenza, supporto e aggiornamento in chiave interculturale degli operatori dei Servizi Pubblici;
  • Assemblee cittadine che coinvolgono autoctoni e cittadini di Paesi Terzi.

Soggetti coinvolti

Agendo sulla promozione di un senso di comunità, AgriCultura restituisce protagonismo agli attori locali, prevede l’avvicinamento ai servizi e favorisce l’incontro tra i diversi soggetti coinvolti nei vari ambiti e livelli.

A dare valore alle azioni intraprese, c’è una preziosa e articolata Rete di supporto composta da Comuni, associazioni di categoria, sindacati, ASL, Università e organismi culturali che assicureranno l’efficacia e la multidisciplinarietà dei servizi.

I Poli Sociali

Per garantire lo svolgimento delle azioni in modo efficace e consentire il raggiungimento degli obiettivi, AgriCultura prevede la creazione di POLI SOCIALI in ciascuno dei comuni interessati.

GIUGLIANO IN CAMPANIA
Via Cumana, 126
Tel. +39.3332679690 – agri-cultura@cidisonlus.org

CASTEL VOLTURNO
Via Domitiana, km 27, 300
Tel. +39.3332679690 – polocastelvolturno@gmail.com

CASAL DI PRINCIPE
Via Urano 18
Tel. +39.3332679690 – polocasaldiprincipe@gmail.com

CANCELLO ED ARNONE
Via Maria SS delle Grazie, 10
Tel. +39.3206581135 – polocancelloarnone@gmail.com

VILLA LITERNO
Via San Marco, 26
Tel. +39.3332679690 – neroenonsolo.villaliterno@gmail.com

MONDRAGONE
Corso Umberto I, 126
Tel. +39.379 2977235 – polomondragone@gmail.com

SAN CIPRIANO DI AVERSA
Via Ruffini, 15
Tel. +39.0818925333 – polosancipriano@gmail.com

Agenzia di Mediazione linguistico culturale
Cell: 3892392152 – mediazionecampania@cidisonlus.org

Contatti
Per informazioni: agri-cultura@cidisonlus.org
Tel. +39 3332679690

DREAMM: Develop and Realise Empowering Actions for Mentoring Migrants

Un progetto di mentoring finalizzato ad implementare un innovativo modello d’integrazione bidirezionale attraverso la partecipazione attiva della comunità.

L’iniziativa è volta a creare una rete di volontari, appartenenti alla comunità locale, disponibili a supportare i migranti, tramite processi di orientamento sociale e di scambio reciproco che portino beneficio sia alla comunità stessa che ai nuovi arrivati.

Il progetto è finanziato dal fondo europeo AMIF- Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione ed ha portata internazionale, grazie a un partenariato che vede CIDIS affiancare enti provenienti da Austria, Cipro, Germania, Grecia, Italia e Malta.

Partner del progetto:

Obiettivi:

  • Raggiungere una migliore comprensione reciproca dei valori e dei comportamenti altrui tra la comunità locale e i TCNs.
  • Promuovere un senso di appartenenza alla comunità locale nei TCNs.
  • Mitigare gli stereotipi, la discriminazione, la xenofobia e il razzismo.
  • Rendere i TCNs in grado di accedere ai servizi locali sostenuti da una rete comunitaria inclusiva.

Soggetti coinvolti:

Il progetto per persegue gli obiettivi sperimentando un modello di intervento con:

Lead Mentors

  • I LMs sono professionisti con una consolidata esperienza nel campo delle migrazioni e/o nel settore sociale.
  • I LMs ricevono formazioni riguardo gli aspetti generali e legislativi delle migrazioni, la comunicazione interculturale, il team building. Le formazioni hanno il fine di fornire loro gli elementi essenziali per partecipare al progetto e per ottenere la certificazione Level 5 rilasciata dall’associazione Blinc.
  • I LMs hanno il compito di partecipare alle iniziative, affiancando e supervisionando i Mentors durante tutte le fasi del progetto.

Mentors

  • I Mentors sono le persone appartenenti alla comunità locale che, indipendentemente dalla loro età e dal loro percorso formativo, scelgono di essere parte attiva del progetto come volontari.
  • I Mentors ricevono formazioni finalizzate a migliorare il processo di inserimento dei migranti nella comunità.
  • I Mentors hanno il compito di partecipare allo sviluppo e alla realizzazione di attività sociali con i migranti nelle loro comunità locali, sotto la guida dei Lead Mentors.

TCNs – third countries nationals

  • I TCNs sono i cittadini di paesi terzi appena arrivati, anche appartenenti a gruppi vulnerabili (richiedenti asilo e donne)
  • I TCNs partecipano alle attività di contatto con i Mentors delle comunità locali, sviluppano la lingua e la capacità di comunicazione, partecipano alle attività di orientamento sociale e si dimostrano attivi nel processo di integrazione.

Gli obiettivi saranno perseguiti attraverso le seguenti attività:

  • Organizzando eventi di apprendimento peer-to-peer per favorire lo scambio reciproco di esperienze e valori tra i migranti e i membri della comunità locale
  • Proponendo corsi di lingua che si discostino dalla modalità classica di insegnamento per inseguire una metodologia più interattiva grazie al coinvolgimento di Lead Mentors e Mentors
  • Creando appuntamenti per fare tandem linguistici così da incoraggiare la conoscenza reciproca su un piaono di parità di posizioni, lo scambio linguistico e l’apprendimento dell’italiano per i nuovi arrivati, attraverso momenti informali di socialità e condivisione.
  • Apertura di un one-stop-shop, inteso come luogo di scambio sociale ed interazioni interculturali, dove i nuovi arrivati possano ricevere informazioni riguardo sia l’accesso ai servizi pubblici e privati sia il loro status giuridico, essere orientati verso le attività di DREAMM, valutare i propri bisogni e priorità e soprattutto fare amicizia per diventare parte della comunità.
  • Organizzando, grazi al supporto attivo dei Lead Mentors e dei Mentors, dei workshop di orientamento sociale e ai servizi per supportare i migranti nelle loro sfide quotidiane ed aiutarli a comprendere meglio gli elementi che caratterizzano la comunità locale, quali sono i servizi che possono trovare nella società di arrivo e come usufruirne.

Il progetto è iniziato il 01 Marzo 2020 e si concluderà il 28 Febbraio 2022.

Per maggiori informazioni:


Per maggiori informazioni:
Laura Panella lpanella@cidisonlus.org

Marianna Fiorentini mfiorentini@cidisonlus.org (Perugia, Umbria)
Luciana Pagano Salmi lsalmi@cidisonlus.org (Perugia, Umbria)

Simona Eco seco@cidisonlus.org (Napoli, Campania)

Remì – reti per il contrasto alla violenza sui minori migranti

Remì – reti per il contrasto alla violenza sui minori migranti è un progetto realizzato da ISMU – Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità in partenariato con Il Melograno CBM, CIDIS e CISMAI, in Lombardia, Umbria e Campania.

Gli obiettivi di Remì:

  • Rafforzare in chiave interculturale il sistema di prevenzione e contrasto della violenza nei confronti dei minori stranieri in Lombardia, Umbria e Campania attivando a livello regionale azioni integrate tese a qualificare, mettere in rete e ampliare le risorse e i servizi del territorio.
  • Contribuire alla creazione di un modello di prevenzione e contrasto della violenza nei confronti dei minori stranieri a livello nazionale, attraverso la modellizzazione e la diffusione delle pratiche, delle metodologie e degli strumenti sperimentati a livello territoriale.

Le attività previste:

QUALIFICAZIONE DEI SISTEMI LOCALI

Percorsi formativi rivolti operatori pubblici e del privato sociale che lavorano nei servizi con utenza straniera e coinvolti nel processo di prevenzione, emersione, presa in carico e contrasto della violenza nei confronti dei minori migranti o con background migratorio: servizi sociali, scolastici, dell’accoglienza, ricreativi, sanitari e della sicurezza e Webinar tematici di approfondimento

Costituzione di pool di esperti territoriali, un gruppo di operatori referenti per ogni servizio coinvolto nella formazione, che, supervisionato e accompagnato da una équipe multidisciplinare di progetto, sperimenterà nel concreto le procedure, i modelli e le prassi di intervento in un’ottica di rete, ponendosi come punto di riferimento stabile sui territori a garanzia della continuità dell’azione.

IMPLEMENTAZIONE DI RETI DI INTERVENTO

Saranno realizzate attività di mappatura territoriale per individuare le reti già presenti sui diversi territori che si occupano della prevenzione, promozione e cura del rischio o della violenza sui minori stranieri e del supporto alle famiglie.  Le reti rilevate saranno accompagnate in un percorso di rafforzamento e promozione, attraverso azioni formative, consulenze, costruzioni di metodologie operative comuni.

SPERIMENTAZIONE DI SOLUZIONI INNOVATIVE

In ogni territorio sarà creato un Centro Remì, uno spazio di riferimento per i servizi, i minori e le famiglie. Nello Spazio Remì lavoreranno équipe multidisciplinari che coordineranno e realizzeranno interventi di emersione e prevenzione ai fini di una tempestiva presa in carico delle situazioni di violenza di minori stranieri, con attivazione dell’équipe e della rete.  Presso gli Spazi Remì saranno attivati servizi di supporto a chiamata per i servizi territoriali: mediazione culturale ed etnoculturale a chiamata, supporto psico-pedagogico e consulenza legale specializzata. Gli Spazi Remì saranno luoghi aperti, spazi di ascolto e di assessment dei bisogni delle famiglie e di realizzazione di percorsi laboratoriali tematici per famiglie e minori. Per le famiglie saranno organizzati percorsi di lingua italiana come L2 per la genitorialità e un servizio di sportello di ascolto, per i minori laboratori ludici sul tema dei diritti.

Durata dell’intervento: da marzo 2021 a settembre 2022

Referente del progetto per Cidis: Angela Giallorenzi agiallorenzi@cidisonlus.org

Referente per l’Umbria: Valentina Bosi vbosi@cidisonlus.org

Referente per la Campania: Giordana Curati gcurati@cidisonlus.org

Il posto giusto. Promozione dell’affido familiare per ragazzi migranti in Campania

“In quell’altro posto eravamo soli. Qui non siamo più soli. Il posto giusto è dove si sta insieme”
da Il posto giusto, Beatrice Masini e Simona Mulazzani

Il posto giusto è un progetto che intende promuovere l’affido familiare dei giovani migranti soli in Campania.

CIDIS è capofila del progetto, e coordina e supporta i partner: Regione Campania, Consorzio La Rada, Cooperativa Shannara, Città della Luna Cooperativa Soci8ale, Associazione La Tenda, Ass. La Tavola Rotonda, Comune di Caserta, Comune di Ogliastro Cilento e Comune di Lacedonia.

Obiettivo

Promuovere, in Regione Campania, l’Istituto dell’affidamento familiare in favore dei minori giunti in Italia soli quale misura preferenziale di accoglienza al fine di tutelarne il superiore interesse e agevolarne il processo di integrazione sociale e capacitazione.

Attività

  1. Creazione e rafforzamento della rete per l’affido dei minori migranti in Campania, anche attraverso un’équipe multidisciplinare di supporto;
  2. Comunicare sensibilizzando all’affido di giovani migranti soli attraverso la realizzazione di una campagna regionale di informazione sulla pratica dell’affido familiare dei minori giunti in Italia soli;
  3. Selezione e formazione delle famiglie/persone affidatarie per la creazione di un’anagrafe delle famiglie;
  4. Ragazzi in famiglia: sperimentazioni di percorsi di inserimento in famiglia e di percorsi di vicinato solidale.

Destinatari

Sono destinatari diretti i minori giunti in Italia soli e presenti in Regione Campania.
Sono destinatari indiretti le famiglie/persone singole affidatarie residenti in Regione Campania.

“Il posto giusto” è realizzato con il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 – Obiettivo Specifico 1 – Obiettivo nazionale 1 – lett. e – “Promozione dell’affido nel quadro del sistema nazionale di accoglienza dei Minori Stranieri non Accompagnati (MSNA)”.

Per maggiori informazioni

Carmela Grimaldi –  ilpostogiusto@cidisonlus.org

Mums@Work – supporting migrant mothers’ labour integration

The assessment of status of labour market integration of migrant mothers

L’équipe di Mums@Work ha stilato il Rapporto sull’inserimento nel mercato del lavoro delle madri migranti nei Paesi europei coinvolti nel progetto. Per quanto riguarda il contesto italiano i dati raccolti sono significativi e delineano una situazione complessa che presenta numerose difficoltà di accesso al mercato del lavoro e discriminazioni.

Di seguito si riporta una sintesi del Rapporto che può essere scaricato in versione integrale al seguente link.

Nel 2020 le donne migranti rappresentano il 51,8% (2.748.476) del totale degli stranieri residenti in Italia (5.306.548) di cui 1.747.000 sono le donne residenti straniere provenienti da paesi extraeuropei. Il 37,2% delle donne extra-UE di età compresa tra i 18 e i 64 anni che si prendono cura dei propri figli (0-5 anni) non può accedere ai servizi per la cura (asili nido, centri per l’infanzia, etc.) per motivi economici rispetto all’8,9% delle donne italiane, mentre il 55,1% dichiara di non essere interessato o di non aver bisogno di servizi per l’infanzia.

Le madri migranti provenienti da paesi terzi vivono in un nucleo familiare composto dal coniuge/partner e dai figli (circa il 90%), hanno un livello di istruzione generalmente basso (solo la scuola dell’obbligo 60% o un diploma 30%), solo il 36% è occupato, questo dato scende al 22,7% per le madri con figli in età prescolare, il 10% è in cerca di lavoro e il 54% è inattivo. Le lavoratrici straniere provenienti da un paese extra-UE ricevono in media salari più bassi e sono impiegate principalmente nei servizi domestici, nei servizi alla casa, nella cura della persona e nei servizi di pulizia, affrontando spesso condizioni di lavoro illegali e inique. In letteratura i lavori domestici poco qualificati per cui le donne migranti vengono impiegate sono stati definiti come i lavori delle 3 C “Cleaning, Cooking, Caring” mentre in Italia per indicare la donna, principalmente straniera, impiegata nel lavoro di cura e assistenza, con particolare riferimento agli anziani, è stato coniato il termine “badante”, neologismo entrato nell’uso comune e che evidenzia però una visione limitata e svalorizzante del lavoro svolto poiché si riferisce al “badare” la persona non autosufficiente, mentre le funzioni richieste sono certamente più complesse e impegnative.

In generale, le madri lavoratrici extra-UE, rispetto alle madri italiane, sono costrette a lavorare a tempo parziale a causa dell’impossibilità di accedere ai servizi per l’infanzia (0-6 anni) perché troppo costosi unita alla mancanza di una rete familiare di supporto nella gestione dei bambini in età prescolare.

La strategia italiana di integrazione nel mercato del lavoro è carente nel campo della valutazione e del riconoscimento delle competenze e delle qualifiche dei migranti. Gli ostacoli all’accesso al mercato del lavoro incoraggiano il lavoro informale, negando e minando ulteriori diritti come l’alloggio e i servizi sanitari. Il quadro della complessa situazione sottolinea la necessità di misure sensibili al genere in grado di sostenere la partecipazione e l’inclusione delle donne migranti nella società. I cittadini stranieri in Italia possono beneficiare dell’accesso ai diritti di base e in maniera parziale a politiche favorevoli sulle pari opportunità, ma non godono della sicurezza a lungo termine per stabilirsi in modo permanente sul territorio, per investire nell’integrazione e partecipare come cittadini a pieno titolo. L’approccio italiano di “integrazione temporanea” incoraggia l’opinione pubblica a vedere gli immigrati come uguali ma stranieri.

In Italia, più che in altri paesi OCSE, una sfida fondamentale rimane quella di facilitare l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro e durante l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 la situazione già difficile per le donne è ulteriormente peggiorata: dei 444.000 posti di lavoro persi nel 2020, ben il 70% (cioè 310.000) ha interessato il lavoro femminile e le donne migranti, insieme ad altre categorie, sono state le più colpite.

Per maggiori informazioni

Annagrazia Faraca –  afaraca@cidisonlus.org

Scopri di più sul progetto

DIRITTI IN PIANA

“DIRITTI in Piana” Azioni per il superamento dello sfruttamento lavorativo e del disagio abitativo dei migranti nella Piana di Sibari

Il progetto “DIRITTI in Piana. Azioni per il superamento dello sfruttamento lavorativo e del disagio abitativo dei migranti nella Piana di Sibari” è sostenuto dalla Refione Calabria nell’ambito del progetto “SU.PR.EME. ITALIA” Sud protagonista nel superamento delle emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate”. Diritti in Piana è gestito da Cidis Onlus in partenariato con il Comune di Cassano All’Ionio (capofila).

Attraverso le attività progettuali saranno proposti degli interventi volti a contrastare e superare tutte le forme di grave sfruttamento lavorativo e le condizioni di vulnerabilità abitativa e sociale, attraverso pratiche innovative di housing sociale che tengano conto delle diverse esigenze delle famiglie, donne, uomini e minori destinatari.

Obiettivi:

  • Migliorare le condizioni abitative dei/delle cittadini/e di Paesi Terzi presenti nel Comune di Cassano allo Ionio, ampliando l’offerta di soluzioni abitative temporanee, innovative e condivise sul territorio;
  • Promuovere sistemi diffusi e qualificati di accoglienza territoriale attraverso l’erogazione di servizi informativi e di orientamento , incontri di informazione sensibilizzazione e networking sul territorio;
  • Implementare gli interventi volti a bloccare la creazione di insediamenti informali, promuovendo processi di inserimento socio-abitativo;
  • Rafforzare l’offerta del trasporto pubblico locale creando linee dedicate alle lavoratrici e ai lavoratori impiegati nel settore agricolo.

Attività:

  • Recupero, adeguamento e valorizzazione di un immobile pubblico da destinare all’accoglienza temporanea, anche in emergenza, di  lavoratori agricoli stagionali
  • Riqualificazione di un edificio del patrimonio pubblico da adibire a Polo Sociale Integrato.
  • Erogazione di incentivi per sostenere i costi dell’abitare.
  • Attivazione di servizi di intermediazione abitativa,  servizi di mediazione anche di prossimità
  • Incontri di informazione sensibilizzazione e networking sul territorio
  • Servizio di informazione e orientamento mobile e di prossimità
  • Incontri di alfabetizzazione sociale e sanitaria
  • Attivazione di linee urbane dedicate alla mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nel settore agricolo.
  • Corsi di microlingua italiana della Patente di Guida

Destinatari:

Cittadini/e di Pesi Terzi che vivono in condizione di disagio abitativo, con particolare riferimento alle lavoratrici e ai lavoratori impiegati nel settore agricolo e/o vittime di sfruttamento lavorativo.

Durata: dal 23/11/2020 al 31/10/2021

Per informazioni contattare: Debora La Rocca dlarocca@cidisonlus.orgdirittinpiana@cidisonlus.org