BUON ANNO NUOVO DA CIDIS

1 Gen 2024

BUON ANNO NUOVO DA CIDIS

Il nuovo anno CIDIS è donna!

CIDIS dedica il suo calendario 2024 alle donne migranti.

Se ne fa un gran parlare, ma mai abbastanza e nelle sedi giuste, di quanto essere donna comporti sfide aggiuntive. Secoli di cultura patriarcale continuano a determinare il nostro modo di vivere, nonostante nel confronto con le culture altre ci piaccia sentirci cambiati e proiettati in una modernità in cui l’appartenenza di genere non ha impatto sulle vite individuali.

La sfida di essere donna è dunque una sfida di tutte e tutti e si rispecchia anche nella migrazione, fenomeno non neutrale dal punto di vista del genere. Le donne migranti devono affrontare sfide specifiche legate alle molteplici questioni di genere, sono esposte a rischi maggiori legati alla tratta a scopo di prostituzione, allo sfruttamento lavorativo, ad abusi e violenze in diverse forme. Sono esposte a discriminazioni intersezionali che ben conosciamo e che caratterizzano le nostre società, basate su differenti assi di stratificazione biologiche, sociali e culturali, quali l’età, l’appartenenza etnica, la condizione socioeconomica, la disabilità, l’orientamento sessuale, la religione, la nazionalità, lo status giuridico (tra i diversi aspetti) che fungono da impedimenti e ostacoli. Queste discriminazioni espongono le donne migranti a situazioni di particolare svantaggio e subalternità in quanto fattori discriminatori che agiscono tra loro simultaneamente, amplificando le disuguaglianze di genere.

A queste sono dunque chieste energie extra, risorse aggiuntive, una riserva di forza e coraggio per affrontare la vita nel nostro paese e non arrendersi alla posizione di iniquo svantaggio e marginalità nelle quali sono costrette e relegate.

Noi sappiamo già che quello a venire sarà un anno di intensa attività che ci porterà a incontrare e dare sostegno a donne meravigliose che hanno superato deserti e maree, difficoltà e nostalgie, dolori e lontananze, violenze e invisibilità.

Il nostro lavoro a fianco a loro sarà solo un piccolo tassello per favorirne il protagonismo e l’autonomia, ponendole al centro delle decisioni e delle scelte che spettano a loro, e solo a loro.

Le narrazioni esistenti tendono a rappresentare le donne migranti come soggetti passivi e subalterni, noi sappiamo che esiste un potenziale di espressione in ciascuna e che è necessario lavorare insieme per farne qualcosa in cui riconoscersi appieno come DONNA… chiunque essa sia senza lasciare indietro nessuna!

A CIDIS non abbiamo mai preteso di sapere come debba essere una donna, non abbiamo nessun decalogo delle virtù da offrire.

Lavoriamo per le vittime di sfruttamento che hanno perso tenacia e resistenza; per le mamme preoccupate per i/le propri figli; per le giovani sempre con il telefono in mano; per le accanite di fitness e shopping; per le studentesse; per le lavoratrici con le mani screpolate; per le protagoniste dei lunghi viaggi di migrazione, per le sopravvissute… in tutte ci riconosciamo e tutte rappresentiamo con le loro differenze!

Buon anno!